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IL GATTOPARDO FILM DA SCARICARE

Posted on Author Tojajin Posted in Autisti


    Il Gattopardo è un film di genere drammatico, guerra del , diretto da Luchino Visconti, con Burt Lancaster e Alain Delon. Uscita al cinema il 12 ottobre Uno dei film più celebri del noto regista italiano Luchino Visconti è “Il un David di Donatello, ed è stato posto tra i film italiani da salvare. Il gattopardo - Un film di Luchino Visconti. Dal romanzo postumo () di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, sceneggiato da Visconti, Suso Cecchi D'Amico,​. romanzo da leggere Alain Delon, Film, Cannes, Cinema, Wrestling, Film, Il gattopardo ballo nella scena del film Claudia Cardinale e Burt Lancaster Martin.

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    Narrativamente il film si compone di tre grossi nuclei ben differenziati e distinti: il primo si estende dalla recita del rosario agli scontri tra garibaldini e borbonici a Palermo; il secondo è costituito dal soggiorno di don Fabrizio con tutta la sua famiglia nella residenza estiva di Donnafugata; il terzo, dal ballo a palazzo Ponteleone. Essi sono caratterizzati da tre diversi ambienti villa dei salina, nei pressi di Palermo; Donnafugata; l'interno di palazzo Ponteleone , da un analogo avvio iniziano con la rappresentazione della famiglia Salina al completo riunita o nella recita del rosario, o nel trasferimento e arrivo a Donnafugata, o nell'ingresso al ballo e da un modo analogo di svilupparsi: numerosi capitoletti tendono in ciascun nucleo ad isolare dal contesto corale di partenza i personaggi, sollecitandone continui e reciproci rapporti, spesso risolti in forma di puro colloquio è da notare che i vari colloqui coincidono a volte con un'intera scena, acquistando nell'economia del racconto un peso notevole.

    Strutturalmente il film è incentrato sulla figura di don Fabrizio e sulle tappe che da una parte lo portano a prendere coscienza della sua vecchiaia e dell'imminente morte, e che dall'altra lo fanno assistere al declino della classe nobiliare e feudataria, di cui egli è rappresentante, in conseguenza dell'ascesa della borghesia.

    Nel primo nucleo vengono maggiormente sviluppati i motivi che si riferiscono alla vita personale e privata del Principe la visita all'amante Mariannina, i rapporti con i parenti, i colloqui con il nipote Tancredi e padre Pirrone. Ne scaturisce il ritratto d'un nobile anziano ma ancora nel pieno delle forze, capostipite di una famiglia organizzata in forma patriarcale e saldamente legata alla Chiesa, fiero ed orgoglioso della sua stirpe.

    Accanto allo sviluppo di queste due diverse dimensioni del personaggio, è parallelamente avviata un'altra linea di sviluppo che di fatto risulta svincolata dal protagonista, pur situando la sua vicenda nel preciso contesto storico che la condiziona: sono le scene del ritrovamento del soldato morto e degli scontri tra garibaldini e borbonici a Palermo in cui il racconto passa dal piano soggettivo del protagonista a quello oggettivo e cronachistico degli avvenimenti siciliani.

    Nel secondo nucleo la vicenda privata di don Fabrizio viene ad essere più intimamente coinvolta nei mutamenti sociali in atto in Sicilia, con l'introduzione della figura di don Calogero nel quale il principe trova un tipico rappresentante della nuova borghesia in ascesa.

    Pur essendo quindi tutto il racconto imperniato sul lento profilarsi della crisi interiore del Principe, essa crisi non risulta sufficientemente equilibrata in rapporto a fatti e personaggi che ad essa risultano estranei e che fanno divergere il film da quei motivi che troveranno la loro piena enunciazione solo nell'ultimo nucleo.

    La struttura complessiva dell'opera sembra quindi risentire del peso decisivo che i dialoghi vengono ad assumere nell'arco del racconto, il quale, proprio per questo, stenta a trovare un organico sviluppo. Anche nella caratterizzazione dei personaggi, ad un ben definito anche se piuttosto programmatico sviluppo psicologico del protagonista corrisponde un'impostazione statica delle figure di contorno, caratterizzate in funzione di una significazione emblematica che le priva di vero spessore umano.

    È come se tra il prsonaggio di don Fabrizio e gli altri si sia frapposto un diaframma che di fatto non esisteva invece nel romanzo di Lampedusa, dove tutto si annullava nella dimensione puramente soggettiva, interiorizzata, del protagonista.

    Ancora una volta è dunque venuta meno a Visconti la percezione del preciso rapporto che lega il tema ad una struttura e ad un racconto per immagini. Tali squilibri strutturali vengono a pesare sullo sviluppo tematico del racconto: esso oscilla spesso tra il dramma del principe come nobile che va decadendo e quello più vasto di un rivolgimento storico e sociale in atto in Sicilia.

    Il Gattopardo

    Due filoni tematici che non riescono a compenetrarsi, a risolversi in unità, e che mantengono il racconto su di un piano più descrittivo e illustrativo che veramente espressivo.

    Nell'oggettivare le trame di un romanzo costruito tutto per linee interne, Visconti si è trovato probabilmente a dover fare i conti con la forte personalità di don Fabrizio, di cui tutto il testo letterario è permeato, e non è riuscito, nella trasposizione cinematografica, a stabilire precisi collegamenti interni tra il protagonista e l'ambiente storico-sociale che gli fa da cornice.

    Cinematograficamente le immagini, splendide e raffinate, restano illustrazione non organica di un testo che non ha subito una adeguata rielaborazione, e si diluiscono a dismisura ai fini di uno spettacolo di classe: sontuoso nella minuziosa ricostruzione ambientale, negli scorci e nelle aperture paesaggistiche, nella perfezione e nella grazia ornamentale del colore.

    La letterarietà della struttura fa sentire tutto il suo peso negativo. Ne scaturiscono quindi gravi scompensi di ritmo la mancata fusione tra ritmo interno e ritmo esterno , che aggiunti a quelli derivanti dall'uso non sempre funzionale del commento musicale a volte sovrabbondante e da alcune deficienze di recitazione, impediscono al film di raggiungere quell'armonia d'insieme che è condizione di arte.

    Esteticamente quindi il film, essendo venuta meno l'unità della struttura e del tema e non raggiungendo né una piena validità cinematografica né una pienezza espressiva, risulta limitato in quei requisiti di forma e di ispirazione che lo potevano rendere contemplabile: sono apprezzabili più che altro il gusto raffinato e il suggestivo, nobile senso dello spettacolo che hanno sorretto il regista per quasi tutto il film.

    Mi ricordo che ho suonato dei brani del Faust di Gounod, dei temi di Massenet, dei temi di Wagner.

    Visconti ne fu entusiasta e disse che quella era la musica de Il Gattopardo. Non solo.

    Il Valzer brillante Il motivo centrale della sequenza del ballo di Il Gattopardo è costituito dalla partitura inedita di un Valzer brillante di Verdi. Si tratta di un valzer a suo tempo dedicato da Verdi alla contessa Maffei, il cui manoscritto originale era stato acquistato presso una libreria antiquaria romana da Mario Serandrei, montatore del film e amico sia di Visconti che di Rota, e regalato a Visconti.


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