Chrisadamo

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UBUNTU 6.10 SCARICA

Posted on Author Gujora Posted in Autisti


    Contents
  1. Scarica Ubuntu
  2. AMDGPU-PRO 18.30: disponibili i nuovi driver AMD per Linux
  3. Dal 2004 il blog di Antonio Troise
  4. I Video di HTML.it

Le versioni non LTS sono supportate per nove mesi e garantiscono tutte le novità più recenti. Le versioni LTS (long-term support) offrono invece aggiornamenti. Fate scorrere il contenuto della pagina Ubuntu e il desktop fino a individuare la sezione Pronti per provare Ubuntu?, che consente di scaricare il live CD. di Ubuntu VERSIONE STABILE O RELEASE IN FASE DI SVILUPPO?. Ubuntu-it è la comunità italiana di Ubuntu. È organizzata in diversi gruppi, coordinati dal Consiglio della comunità, ciascuno dedicato ad un obiettivo diverso. Quante cose cambiano nel giro di una settimana Dopo Ie7 e FF2 ecco che vede la luce anche Ubuntu , release che ci accompagnerà.

Nome: ubuntu 6.10
Formato:Fichier D’archive
Sistemi operativi: MacOS. iOS. Windows XP/7/10. Android.
Licenza:Solo per uso personale (acquista più tardi!)
Dimensione del file: 24.49 MB

Ogni nuova versione di Ubuntu viene rilasciata ogni sei mesi. Ogni versione pubblicata ha un nome ufficiale più un nome in codice durante lo sviluppo. Il nome ufficiale è del tipo Ubuntu X. YY , dove X è l'anno di rilascio e YY il mese. Il nome in codice durante lo sviluppo descrive le caratteristiche e il carattere che tale versione dovrà rispecchiare.

Il nome in codice è del tipo aggettivo animale , con le stesse lettere iniziali in ordine alfabetico crescente quest'ultima convenzione venne adottata a partire dal terzo rilascio di Ubuntu. A partire da Ubuntu

In base alla vostra scelta, il bootloader andrà a cercare il sistema operativo selezionato, all'interno della partizione del disco fisso, in cui il sistema operativo è stato installato. Non è possibile eseguire contemporaneamente più di un sistema operativo. Le partizioni del disco fisso vengono trattate dai sistemi operativi come dischi fissi indipendenti l'uno dall'altro.

Scarica Ubuntu

I sistemi operativi Windows non riconoscono le partizioni riservate ad altri sistemi operativi, tanto meno le partizioni riservate a Linux. Quindi, se salvate un file all'interno della partizione Linux, quando doveste servirvi del sistema operativo Windows, installato in una partizione diversa, non avreste alcuna possibilità di aprire, leggere o modificare quel file.

Il sistema operativo Linux, al contrario, è in grado di leggere qualsiasi partizione diversa dalla propria. Quindi, se salvate un file all'interno della partizione Windows, quando doveste servirvi del sistema operativo Linux, installato in una partizione diversa, sareste perfettamente in grado di aprire, leggere o modificare quel file.

Questa limitazione è dovuta al fatto che la tabella delle partizioni, contenuta nel Master Boot Record, il primo settore del disco fisso caricato in memoria, è composta da quattro record, da 16 byte ciascuno, ciascuno dei quali contenente le informazioni relative ad una partizione. Quando è presente un bootloader, il programma che permette di selezionare un sistema operativo da eseguire, il Master Boot Record, che è esterno a qualsiasi partizione esistente, punta al bootloader, non alla partizione attiva.

E' importante ricordare che Windows pretende di essere installato nella prima partizione primaria attiva disponibile. Una partizione logica è una partizione compresa in una delle quattro partizioni primarie. Per superare il limite delle quattro partizioni massime disponibili, infatti, è possibile frazionare una delle quattro partizioni primarie in una serie di partizioni logiche.

Se Windows pretende di essere installato nella prima partizione primaria attiva disponibile, quando installeremo Linux, affiancandolo al preesistente Windows, dovremo solo ricordare di non spostare Windows da una partizione all'altra.

La sola operazione possibile sarà quella di restringere l'attuale partizione di Windows se possibile , riservando lo spazio recuperato alla nuova partizione che ospiterà Linux. Installando Linux, è meglio conservare una versione di Windows o è preferibile sbarazzarsene?

Se avete acquistato il computer con Windows preinstallato, sappiate che quel sistema operativo ha avuto un costo, per voi probabilmente, intorno ai euro.

AMDGPU-PRO 18.30: disponibili i nuovi driver AMD per Linux

Quindi, se avete spazio sufficiente sul disco fisso, potete tranquillamente conservare il buon vecchio Windows. Dovete ricordare che, mentre di Linux esistono decine di distribuzioni differenti e che, di ciascuna distribuzione, esistono più versioni, tutte liberamente installabili sul vostro computer, per quanto riguarda Windows, voi avete a disposizione la sola copia che vi hanno venduto con il computer.

Persa quella, perso il sistema operativo. A meno che ne acquistiate una nuova versione. Quindi, se lo avete già installato nel vostro computer, conservatelo, fino a quando potrete.

Dal 2004 il blog di Antonio Troise

Se, inoltre, siete abituati, da sempre, a Windows, consiglio caldamente, almeno per un periodo iniziale, di non eliminare Windows.

Per quanti sforzi faccia, la comunità Linux non è in grado di sostituire tutti i programmi che, nel corso degli anni, sono stati sviluppati per il sistema operativo Windows. Quindi, se siete da sempre utenti Windows, è possibile che una delle applicazioni che siete abituati ad usare non sia disponibile per il sistema operativo Linux.

Quali sono le differenze più rilevanti tra Linux e Windows?

La differenza più rilevante è nelle licenze d'uso che i due sistemi operativi rilasciano. Con il termine Linux si intende il cuore del sistema operativo, il cosiddetto kernel: l'insieme delle funzioni che permettono di interagire con l'hardware della macchina.

Con la locuzione "software libero" si intende l'insieme del software che non prevede alcuna restrizione di utilizzo, per l'utente, il quale è libero di eseguirlo, copiarlo, distribuirlo, modificarlo a suo piacimento. L'aggettivo "libero" non implica necessariamente la gratuità del software, anche se, nella maggior parte dei casi, questa gratuità è garantita, vista la libertà di redistribuzione del sofware.

La libertà di apportare modifiche al sofware implica un'altra caratteristica fondamentale del software libero: esso è anche Open Source. Stesse restrizioni per tutto il software proprietario: programmi e applicazioni, da installare in un sistema Windows. Quindi, il sistema operativo Windows ed il software correlato non sono classificabili come sofware libero, né come software Open Source. Questo significa, tra l'altro, che quando leggete: "Non verranno inviate informazioni personali", non potrete mai essere certi della assoluta veridicità dell'affermazione.

Grazie agli sforzi della comunità per il software libero, è possibile installare alcuni programmi Free Software anche sui sistemi operativi Windows. Tra gli esempi più noti, abbiamo "OpenOffice.

Le differenze tra i due sistemi operativi, ovviamente, non si fermano qui. La filosofia di fondo di Windows è: chiedere all'utente di affidarsi completamente al sistema operativo, offrendo, in cambio, una semplicità di utilizzo, a volte imbarazzante. La filosofia di Linux, al contrario, è: mettersi a disposizione dell'utente, il quale deve essere in grado di porre le giuste domande ed inviare le corrette richieste.

Se, ad un primo approccio, la filosofia Linux sembra essere più impegnativa, per l'utente, dopo un breve periodo di utilizzo si rivela in tutta la sua efficacia, sicurezza e potenza, anche agli occhi dell'utente meno esperto. Questi due approcci differenti sono pienamente rappresentati dalle interfacce utente sviluppate dai due sistemi operativi. Mentre Windows si concentra sulla interfaccia grafica a finestre che lo ha reso famoso nel mondo, Linux, pur avendo sviluppato un'interfaccia grafica, molto simile a quella alla quale è abituato un utente Windows, da sempre sviluppa e potenzia l'interfaccia testuale a riga di comando, utilizzabile da terminale, attraverso un programma chiamato "shell".

L'interfaccia grafica, dovendo rappresentare graficamente tutti i comandi e, per ciascun comando, tutte le opzioni disponibili, ha potenzialità molto ridotte, viste le dimensioni usuali di un monitor. Una interfaccia testuale, invece, ha potenzialità praticamente illimitate, i cui limiti risiedono esclusivamente nelle più o meno anguste capacità della memoria dell'utente, che potrebbe non essere in grado di ricordare le decine di migliaia di comandi disponibili, più tutte le opzioni e gli argomenti disponibili per ciascuno di questi comandi.

Offre, all'utente, due possibilità: provare Ubuntu. Il CD di installazione di Ubuntu è un vero e proprio sistema operativo essenziale, utilissimo nei casi in cui non si sia in grado di eseguire il sistema operativo installato su disco fisso, Linux o Windows che sia. Una volta premuto il bottone "Prova Ubuntu", il CD di installazione di Ubuntu viene caricato direttamente in memoria RAM ed eseguito come sistema operativo Live, mettendoci nelle condizioni di vedere il disco fisso, salvare eventuali file su un disco esterno backup , oppure salvare alcuni file sul disco fisso ripristino.

Ubuntu Live non ha bisogno di alcun file dal disco fisso e non salva alcun file sul disco fisso a meno che non siate voi a chiederlo. In questo caso, è consigliabile dire al sistema operativo di effettuare il download dei file e dei package necessari al nuovo sistema operativo. Quindi, verificate di avere la connessione Internet attiva.

In caso contrario, premete il bottone "Prova Ubuntu", attivate la connessione Internet e lanciate il processo di installazione direttamente da Ubuntu Live. In questa fase di preinstallazione, un'altra domanda che vi verrà rivolta è: desideri scaricare anche software di terze parti? Il software di terze parti è il software che non rientra nell'insieme dei package offerti da Ubuntu, come software libero. Il software di terze parti, normalmente, è software proprietario, non libero. Normalmente, non richiede alcun pagamento, per il suo utilizzo.

Semplicemente, la licenza d'uso prevederà una qualche restrizione. Per esempio: il codice sorgente non sarà disponibile e tantomeno modificabile. Se decidete di installare anche il software di terze parti, Ubuntu installerà quel software che si rende necessario per l'uso di applicazioni specifiche proprietarie, quali Flash o alcuni codec video.

Quindi, conservate il CD di installazione di Ubuntu, per le necessità future! Le sole scelte che dovrete selezionare sono: la versione desiderata: Desktop o Server. Le due versioni si differenziano per i package che contengono preinstallati. Ubuntu Desktop contiene l'interfaccia grafica desktop ed i programmi normalmente richiesti da un computer di casa: editor di testo, fogli elettronici Excel , programmi per la pubblicazione di presentazioni, giochi, etc.

Nulla vi impedirà, in futuro, di installare, sulla versione desktop, anche i programmi server, oppure i programmi desktop, sulla versione server. Se siete abituati a Windows e state installando il sistema operativo sul vostro computer di casa, Ubuntu Desktop è la scelta più appropriata. La versione a 32 bit funziona correttamente anche su sistemi a 64 bit.

Il download del file ISO non è sufficiente, per installare Ubuntu sul vostro computer. ISO è il formato usato per le cosiddette "immagini" del disco. Una immagine di un sistema operativo o di un disco contiene, in un unico file, sia i file veri e propri, sia le informazioni relative ai file o al filesystem. Grazie a questa tecnologia, è possibile reinstallare un intero sistema operativo, ogni volta che se ne senta il bisogno, riportandolo allo stato in cui si trovava al momento della creazione dell'immagine.

Questa è la tecnica che dovrebbero utilizzare tutti gli utenti Windows, visto che viene sempre il momento in cui bisognerebbe reinstallare l'intero sistema operativo, senza che se ne detenga una copia quanto meno, una copia legale.

Quindi, una volta salvata l'immagine del sistema operativo Ubuntu Linux file ISO , sul nostro disco fisso, dovremo semplicemente creare, da quella immagine, il nostro CD di installazione. Eseguita questa operazione, il CD di installazione è pronto. Una volta creato il CD di installazione, sarà sufficiente effettuare il boot del sistema dal CD.

Provate, dunque, ad inserire il CD e a riavviare il computer. Se l'elenco presente nel BIOS prevede che la prima periferica dalla quale tentare il boot del sistema sia il disco fisso HDD , ben difficilmente riuscirete ad effettuare il boot dal CD. Il boot dal CD, infatti, avverrebbe solo nei casi estremi in cui non fosse raggiungibile il Master Boot Record del disco fisso.

I Video di HTML.it

Negli altri casi, per effettuare il boot del sistema dal CD, dovrete modificare l'ordine delle periferiche presente nel BIOS. Per modificare l'ordine delle periferiche dalle quali tentare il boot del sistema, occorre entrare nel BIOS. Per entrare nel BIOS bisogna premere un tasto, o una combinazione di tasti, durante la fase di boot del sistema.

Il tasto, o la combinazione di tasti, da premere, durante la fase di boot del sistema, per accedere alle impostazioni del BIOS, dipende dal sistema in uso. La combinazione, o il tasto corretto viene visualizzato, sempre, durante il processo di boot, in un messaggio, che appare all'interno della schermata nera di boot, del tipo: "F10 per entrare nel SETUP", oppure "F12 per entrare nel BIOS".

Una volta entrati nel BIOS, cercate solo il menù per modificare l'ordine di boot, cercando di evitare qualsiasi altro menù, a meno che non sappiate cosa state facendo. Il BIOS, infatti, contiene la prima sequenza di istruzioni che vengono eseguite dal computer, ancor prima di aprire un sistema operativo qualsiasi.

E' meglio evitare, quindi, di apportare modifiche che possano compromettere il funzionamento dell'intero sistema. Aperto il menù contenente l'ordine delle periferiche dalle quali tentare il boot, portate il CD nella prima posizione dell'elenco, lasciando il disco fisso HDD al secondo posto. FirePath for Firefox. Remote Clipboard 2. Alchemy Eye 3. SQL Sets 4. SureThing CD Labeler 5.

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Se la documentazione ufficiale non vi basta, allora vi consiglio Ubuntu Semplice , il primo libro collaborativo italiano su Linux Ubuntu 6. Qui è possibile scaricare anche la versione del libro in PDF che è stato distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione-Non Commerciale-Condividi , ovvero è possibile scaricarlo e stamparlo per uso personale senza incorrere in violazioni della legge. Infine, per chi vuole restare sempre aggiornato, consiglio anche la lettura della neonata rivista Full Circle , un nuovo e-magazine in formato PDF che parla in inglese di Ubuntu grazie ai preziosi contributi della comunità di utilizzatori della distro umana.

Chiunque potrà contribuire ai prossimi numeri inviando articoli alla mail articles fullcirclemagazine.


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