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COPIONE MUSICAL SCARICARE

Posted on Author Tojinn Posted in Multimedia


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    Nome: copione musical
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    In questa sezione trovi i copioni stranieri in lingua originale, senza il filtro del traduttore italiano

    Capitan Uncino: Voi potete aiutarci? Sapete dove si trova il rifugio di Peter? Trilly annuisce. Continuate su. Trilly si blocca. Vuole che il capitano garantisca che non farà del male a Peter. Capitan Uncino: Ha paura che io faccia del male a Peter? Grazie della collaborazione! Con un gesto rapido capitan Uncino chiude Trilly in gabbia. Nel rifugio i bambini ballano per festeggiare Peter Pan, mentre Wendy è pensierosa.

    Peter Pan: Grande Capo indiano salutare piccoli guerrieri. Peter Pan:Grande capo indiano salutare piccola madre. Peter: Cosa succede Wendy? Tutti mi adorano. Wendy: Gianni, Michele: andate a dormire adesso. Domani si torna a casa. Gianni: Uffa! E poi noi non vogliamo tornare a casa. Peter Pan: Piccoli guerrieri rimanere qui ancora molte lune, no tornare a casa. Wendy: Su,su ragionate; non vorrete crescere come selvaggi?

    Entrano i pirati per sbirciare nel nascondiglio. Wendy:Ma non vi manca la mamma? Tutti hanno bisogno di una mamma! Intanto prende Michele per metterlo a dormire. Michele:Ma la mamma è quella con le orecchie lunghe e morbida? Wendy: No. Ti stai confondendo con Nana, il nostro cane.

    Bambino 1: Ma proprio tutti hanno una mamma? Bambino 5: Forse la mia é una topolina. Bambino 6: A me sembra che la mia sia una cagnolina. Bambino 7: E la mia invece é una scoiattolina. Bambino 8: Allora Wendy non sei tu la nostra mamma? Non vi ricordate proprio cosa sia la mamma? I pirati stendono lo striscione, piangono e strizzano i fazzoletti.

    Gianni:Propongo di tornare a casa! Cosa ne dite? Wendy sposta Peter per far uscire i bambini. Ma appena fuori dal rifugio vengono catturati dai pirati. E adesso occupiamoci di messer Peter Pan! Spugna: Non sarebbe meglio tagliargli la gola? Capitan Uncino: Ho dato la mia parola di non alzare dito o uncino su Peter Pan e Capitan Uncino mantiene sempre la sua parola!

    Lancia il pacco nel rifugio. Peter Pan: prende il pacco e legge il biglietto Con amore, Wendy. Prima delle 6? Trilly che è riuscita a liberarsi giunge di corsa nel rifugio e cerca di far capire a Peter che non deve aprire il pacco, perché contiene una bomba.

    Peter Pan: Trilly, cosa stai dicendo? Trilly riesce a strappare il pacco dalle mani di Peter e scoppia mentre vola in aria. Tutti fanno BUM! Trilly suona il campanellino e Peter la trova. Trilly è in un angolo ad osservare. I bambini sono prigionieri sulla nave. I pirati fanno loro la guardia. Arriva Capitan Uncino. Spugna: spiegalo tu! Spugna: Avete sentito il botto? Capitan Uncino: Zitti! Gianni e Michele: No Wendy! Spugna, accompagna la signorina. Wendy si tuffa e Peter la prende al volo prima che cada in mare.

    I pirati e il capitano si preoccupano per non aver sentito alcun tonfo. Non ha fatto spash! Pirata: Che trucco è mai questo? Pirata: Il vascello è stregato.

    Mettiamoci in salvo. Capitan Uncino: Ma che diavolerie sono queste. Peter Pan arriva sul vascello dove depone i bambini e libera quelli ancora in ostaggio. Intanto capitan Uncino e i Pirati ballano e Peter canta in play- back. Bambini: Urrà per Peter! Lo sapevamo che non ci avresti abbandonati! Sei grande Peter! Capitan Uncino: sfodera la sua spada Ora vedrai come si fa un salasso ad un fantasma!

    Al termine i bambini accerchiano i pirati e li catturano. Peter tiene in ostaggio il capitano. Capitano: Sono un baccalà! Bambini: Rimanete sul vascello o giocate che è più bello? I pirati si guardano, parlottano, gesticolano, poi si arrendono. Pirati: Ci arrendiamo. Oramai abbiamo già una certa età. Peter potresti essere tu ora il nostro Ammiraglio. Capitan Uncino: vergognatevi, pappemolli! Non avete imparato niente al master dei corsari per corrispondenza?!

    Non ci sono più i veri pirati di una volta! Chi mi ama mi segua! Cammina mostrando una bottiglia. Parola di nostromo! Spugna lo segue cercando di abbracciare la bottiglia.

    Buttano la scialuppa in mare ed arriva il coccodrillo ad inseguirli. Escono di scena e il coccodrillo sale sulla nave. Wendy: Ora che Peter non ha più un rifugio, propongo che questa splendida nave diventi la nostra casa ed il luogo dei nostri giochi! Bambini: Già: ora un rifugio non ci serve più!

    Guardando dove sia finito il capitano. Wendy: Grazie per quello che hai fatto! Trilly e Wendy si riappacificano. Sei proprio sicura di voler rimanere qui senza di lei?

    Peter Pan: E voi bambini cosa volete dire alle vostre mamme? Bambini: Videochiamaci! Togliendo dalla tasca un telefonino Polvere di fata. I bambini già in scena si sistemano a cantare.

    Tutti gli altri sei gruppi salgono sul palco formando una catena e cantando. Rassegna stampa. Peter Pan in rima. Mentre i bambini giocano il papà trova la camicia con la mappa Papà: Aaaah! Tutti: Povera Nana! Il papà prende Nana e la porta fuori Papà: Basta con i cani che fanno da bambinaia; adesso vai nella tua cuccia!

    Che cosa? Wendy: sbadigliando La sua ombra. I bambini si svegliano Gianni e Michele: Evviva! Capitan Uncino: Mandalo via! Pirati con coltello tra i denti e spade sguainate Capitan Uncino: Pronti al fuoco! Tutti fermi. Stop scena Wendy: Oh! Michele: Ehi! Ci sono anche i Pirati! Trilly e i bambini escono Peter Pan: Vecchio stoccafisso: sono qui! Bambino 2: Sparare? Bambino 3: Ad un feroce uccello? Bambino 4: Di nome Wendy? Trilly annuisce alle loro parole. Bambini: Siiii!

    Michele: Ma noi non ne sappiamo niente! Che bella giornata oggi! Peter Pan: Vuoi che ti presenti? Le sirene si avvicinano a Peter Pan Peter : Vi ho già raccontato di quando il coccodrillo ha mangiato la mano di Capitan Uncino?

    Sirena 2: In camicia da notte? Sirena 3: Cosa ci farà mai qui? La principessa si volta Peter Pan: Sono Manitù, grande spirito delle acque marine. Capitan Uncino cerca da dove proviene la voce Capitan Uncino: Devo capire cosa sta accadendo. Spugna: Subito, mio capitano! Spugna: Eseguo i suoi ordini, capitano. Gli indiani suonano i tamburi e danzano con i bambini Sqow: Sqow no ballare! Sqow: Giovane sqow deve legna procurare! Cambio scena Capitan Uncino: Oooh! Trilly piange Capitan Uncino: Santi Numi!

    Trilly annuisce Capitan Uncino: Andiamo subito da lui! Vuole che il capitano garantisca che non farà del male a Peter Capitan Uncino: Ha paura che io faccia del male a Peter?

    Copione teatrale per bambini: Il Mago di Oz

    Peter Pan: Giglio Tigrato?! Michele: I guerrieri non dormono mai! Bambine: E a noi non interessa! Wendy: Non saremo mai dei vostri! Wendy: Gianni: abbi cura di Michele! Tutti: Wendyyyy! Wendy: Ho fatto la mia scelta! Spugna: Agli ordini mio Capitano! Spugna: Non ha fatto splash! Getta un bambino e Peter lo salva Pirata: Il vascello è stregato. Uncino: Non ucciderai il vecchio Uncino? Ispirandomi a questo detto, ho voluto racchiudere le classiche abitudini di una famiglia siciliana, intenta a trovare marito alle figlie.

    Durante il prologo, Campese ricostruisce l'antefatto: la compagnia ha appena subito la disgrazia della perdita del "capannone", una struttura teatrale mobile finita in cenere a causa di un incendio accidentale. Le fiamme hanno risparmiato solo le casse dei trucchi e dei costumi, che sono state opportunamente messe in salvo.

    Il prefetto decide di ricevere per primo proprio Campese, il cui nome è stato inserito in una lista di cinque persone fra le tante che gli hanno chiesto udienza, immaginando che quell'attore possa riservargli qualche attimo di piacevole colloquio. Durante il colloquio, Campese e De Caro si confrontano sul significato e l'importanza del teatro nella società, sull'impegno dello Stato a favore dell'arte e sulla condizione di vita degli attori, esprimendo punti di vista fortemente in contrasto.

    La discussione degenera e il prefetto, irritato, congeda il capocomico assegnandogli un "foglio di via", affinché possa lasciare il paese in treno a spese della prefettura. Campese protesta, lamentando di non essere venuto a elemosinare un viaggio, ma chiedendo invece la presenza del prefetto alla messa in scena del nuovo spettacolo della compagnia, in modo che il prevedibile afflusso di pubblico gli permetta di rimettersi in cammino coi propri soldi.

    Ancor più stizzito dalla proposta di fare da "specchietto per le allodole", De Caro fa consegnare a Campese quello che crede essere il foglio di via e lo mette alla porta.

    Ma per errore, fra le mani del capocomico finisce la lista delle persone che il prefetto dovrà ricevere. Una serie di intrighi porta a conoscenza dello spettatore la situazione di una famiglia che cerca in tutti i modi di sbarcare il lunario, imbrogliando… onestamente! Si perché io ho gia capito! Ma a decidere aggia essere sule je e nisciune cchiù! Con il giusto pizzico di fortuna che scaturisce, manco a farla a posta, dalla forza della jettatura…. Lentamente le luci si alzano, illuminando la scena.

    Ci sono sei scrivanie, con rispettive sedie, disposte omogeneamente nello spazio. Sullo sfondo, coperta da un paravento bianco, una scrivania più grande, con una poltrona ed un paio di vasi con piante. Una luce dal fondo crea sul paravento la perfetta sagoma della scrivania e del resto. Si strofina gli occhi dietro gli occhiali spessi.

    Sembra incredulo. Respira profondamente. Dopo una breve pausa, dalla quinta a destra si odono delle voci confuse.

    Man mano le voci prendono corpo. Sono Andrea e Alberto, che entrano con energia, quasi senza notare Filippo che si alza ed accenna ad un saluto. Bruno , uomo sui 45 anni, benestante, sposato con Roberta e con una figlia di nome Alessia di 15 anni, dopo un periodo di crisi, scopre di essere gay, in quanto innamoratosi di un uomo di nome Francesco chicco. Decide di lasciare la moglie per sposarsi a Ibiza con Chicco che , in caso contrario, minaccia di lasciarlo.

    In casa sua , oltre la moglie e la figlia, vive anche la madre , che rimasta vedova , Bruno ha accolto in casa. Cornelio fiero della sua vena poetica, deluso per la sua famiglia. Moglie e figlia brutte. Una suocera fastidiosa. Il fidanzato della figlia, scemo. Nel giorno in cui, Vincenzino va a casa di Carmela per fidanzarsi, Sebastiana rimasta sola col genero, approfitta della momentanea assenza dei componenti, e decide di svelargli un segreto, ma finirà per essere fraintesa da Cornelio.

    A seguito di un imprevisto, la suocera muore sulla sedia, non svelando il suo segreto. A due giorni dalla morte, in casa Cimmiciolla, si presenta un notaio. Il lascito non soddisferà nessuno, ma tra gioie e dolori si scopre che il tanto discusso segreto di cui parlava la suocera, si nascondeva Lisetta, confida alla madre di essersi innamorata di Giacomino, un ragazzo sordo. La ragazza, vorrebbe nasconderlo al padre, ma quando lo presenta in famiglia, si nota che qualcosa non va. Carmelo, inizia a non vedere bene questa storia, se ne convince ancora di più, quando conosce la famiglia del futuro genero.

    La zia che parla in modo scorretto, la madre che ha il tic, il padre ha atteggiamenti equivoci. Una proposta allettante, cambia le idee nella mente di Carmelo,iniziando ad amare i futuri con suoceri, ma va a finire che….

    A volte, fissarci su una determinata cosa, ci porta a credere e agire in modo tale, da compromettere la nostra psiche, e del resto, la nostra vita. Tanino, il protagonista di questa storia, a causa di un errore, sa che pagherà il debito con la vita, e diviene succube della propria fissazione!

    Ma, Tanino non sa che la sua è fissazione, ma quando lo scopre, accade che I suoi sospetti in realtà non sono infondati poiché è proprio Marta che, volendo incontrare segretamente il suo amante, per sfuggire alla continua sorveglianza del marito, corrompe il mago organizzando il trucco della sua sparizione durante lo spettacolo.

    Il mago potrà finalmente fare una "grande magia" facendola prima scomparire e poi riapparire agli occhi stupefatti del pubblico. Marvuglia organizza bene il suo trucco ma quando la moglie fedifraga dovrebbe ricomparire il trucco non riesce. La moglie è definitivamente scomparsa. Creando una situazione ridicola. Anche il prete poi, ha a che fare, con delle confessioni strane, tanto da fargli pentire di esser prete de la parrocchia controsenso.

    Ho voluto creare una Parrocchia Controsenso. Controsenso perché, in realtà tutto quello che accade nel contesto, non accade nelle normali parrocchie. I primi attori, Renato Curtis ed Adele Capecchio, si palesano subito come spocchiosi artisti, capricciosi nei modi di fare ed irrispettosi l'uno dell'altra. Zoppi, tessendo lodi sperticate verso il primo attore, gli comunica che il teatro ha registrato il tutto esaurito: in realtà è una menzogna, perché la sala è quasi vuota.

    Lampade al neon appese al soffitto. Una fila di schedari e una bacheca sul fondo. Un piccolo tavolo sulla destra sovraccarico di incartamenti. Un mobiletto con un proiettore direzionato verso il fondale sulla sinistra. Libero Incoronato è innamorato di Graziella, una ex-prostituta. Passato un certo periodo Olga ottiene quanto voluto pur restando sposata con Benedetto, ma rimane incinta del capitano, fuggito in America per sottrarsi alle sue responsabilità.

    La donna decide quindi di accollare la colpa della gravidanza a Libero, fingendo di amarlo. Lui quasi le crede, se non fosse che la madre di Olga irrompe come una furia per rivelare alla figlia che Benedetto sa già tutto.

    Figliol Prodigo - Il Musical per il Giubileo del Carcerato

    Arriva Benedetto e, nel corso del litigio, Olga dichiara che il marito ha capito male e che il figlio è in realtà di Libero, che non ricorda di averlo concepito in quanto ubriaco. Libero deve constatare che la situazione è ingarbugliata ed è circondato da menzogneri.

    Anche il dipendente di Benedetto nega che il figlio non sia suo, mentre la cameriera nega sia di Benedetto. Ambiente con al muro manifesto o bandiera del partito comunista, Sul mobile tre portaritratti con le effige di Berlinguer,Mao e Che Guevara.

    Quello del Che risulterà caduto a terra, dietro il mobile ben nascosto alla vista. Telefono cordless. Suppellettili vari. Sul tavolo centrale un grosso martello.

    Si apre il sipario al suono della marcia comunista avanti popolo suonata da un vecchio grammofono. Solo allora, all'improvviso, s'accorge di aver sognato il tutto e capisce il guaio che ha combinato. Ma quel che viene messo in moto, in una rapida degenerazione, è un meccanismo che svelerà tutte le meschinità dei protagonisti. Carlo, il fratello, nell'evenienza dell'arresto, cerca immediatamente un compratore per tutto il materiale per l'allestimento delle feste popolari, e tenta di farne firmare ad Alberto la cessione con pieni poteri , adducendo varie scuse.

    Converranno, alla fine, di dover assassinare Alberto per salvarsi Avete sospettato l'uno dell'altro Io vi ho accusati e voi non vi siete ribellati, lo avete ritenuto possibile. Un delitto lo avete messo fra le cose probabili di tutti i giorni; un assassinio nel bilancio familiare! La stima, don Pasqua', la stima! La fiducia scambievole Paolo, dovendo convivere con gli acciacchi della vecchiaia, è costretto a convivere con i suoi quattro nipoti.

    I quali, non rispettano per nulla, la sua benevolenza nei loro confronti, anzi non lo considerano proprio. Carmelo, fratello di Paolo, si trova a fargli visita, il quale in preda ad una crisi di nervi, confida la vicenda in cui vi si trova.

    Carmelo, addolorato della spiacevole situazione in cui ne è coinvolto il fratello, decide di Scena spoglia. Una panchina al centro della scena. Atteggiamento teso. Sguardo fisso verso il pubblico. Quando si muoveranno, i loro movimenti spesso coincideranno perfettamente. Le gambe sono immobili per tutto lo svolgimento. Sullo sfondo, coperta da un paravento bianco, una scrivania più grande, con una poltrona e un paio di vasi con piante. Sono Andrea e Alberto, che entrano con energia, quasi senza notare Filippo che si alza e accenna a un saluto.

    La moglie Elena è come se non ci fosse, vive fuori casa, presa dagli incontri con le amiche. Siamo nel , in un tipico basso napoletano si svolge una tipica giornata napoletana in cui Maria Rosaria, figlia di Gennaro Iovine, prepara la colazione con un'enorme caffettiera napoletana. Poco dopo, compare suo fratello Amedeo, stravolto dal sonno non del tutto soddisfatto.

    Gennaro è sveglio da tempo: svegliato prima dal bombardamento notturno, adesso dalle forti grida di sua moglie Amalia la quale è alle prese con una discussione molto animata con una concorrente del rione per la vendita abusiva di caffè. Amalia infatti, si arrangia con la borsa nera e con la mescita casalinga del caffè a cui i napoletani non rinunciano neppure in questo secondo anno della guerra.

    Gennaro si rassegna ad alzarsi e mentre si sta radendo arrivano i primi avventori, tra cui il ragioniere Spasiano venuto per comprare, a caro prezzo, qualche alimento per la sua famiglia da Amalia, che lo sta praticamente dissanguando della poche proprietà che gli rimangono. Il brigadiere rispetta ammirato il coraggio del finto morto, che non muove un ciglio tra le esplosioni e le rovine delle case colpite dalle bombe, e gli promette che non lo arresterà.

    Il morto a quel punto risorge. È passato del tempo: Napoli è stata finalmente liberata dagli Alleati. Il basso è stato rinnovato e ristrutturato. Amalia, vestita a festa e carica di gioielli ha fatto fortuna associandosi - ormai la guerra al sud è finita - in commerci poco puliti con Settebellizze un autista e proprietario di camion.

    La guerra ha lasciato le sue rovine; la famiglia Iovine si sta disgregando: la figlia Maria Rosaria non più sorvegliata e guidata dalla madre, è rimasta incinta di un soldato americano che l'ha lasciata ed è tornato al suo paese; Amedeo ruba gli pneumatici delle auto insieme a Peppe 'o Cricco, specializzato appunto ad alzare le auto con la spalla per sfilare le ruote.

    Questa è la famiglia che ritrova Gennaro tornato inaspettatamente quel giorno di festa. Vorrebbe sfogarsi, raccontare le sue sofferenze e peripezie ma nessuno sta ad ascoltarlo, tutti vogliono festeggiare Settebellizze e non pensare più alle pene della guerra ormai finita. Per questo si invitano tutti i familiari e i vicini del basso alla cena a base di capretto portata dal miezo prevete e da Garibaldi, il suo assistente.

    Una disgrazia più grande ha colpito la famiglia: la piccola ammalata morirà se non si troverà una medicina che sembra essere introvabile in tutta Napoli ed il dottore stesso non sa più dove poterla trovare.

    La bambina si salverà se supererà la nottata; Amedeo rinsavito non è andato a rubare: tornerà a lavorare onestamente, Maria Rosaria resterà in famiglia con il suo bambino. Due atti brevi e piacevoli che proiettano lo spettatore in un clima di puro divertimento.

    Se le sento ancora? Mi chiedete se le sento? Quelle voci?

    La soluzione è semplice e di immediata realizzazione: organizzare un finto matrimonio con una finta fidanzata, ma non tutte le ciambelle riescono col buco ed a causa di un incidente il finto prete non si presenta alla cerimonia. Attorno a questi personaggi ne ruotano altri altrettanto brillanti che con una divertente serie di concatenazioni riempiono la commedia offrendo quasi la possibilità di seguire una storia nella storia.

    Pino è fissato col destino. Qualunque cosa gli capiti, crede che sia stato segnato dalla sorte. Si spaventa maledettamente. Nonostante le donne abbiano posizionato una trappola per casa, non riescono ad acchiapparlo. Pino, tornato a casa dopo una corsa, racconta un particolare che gli era capitato e felicemente svela di non essere più fissato col destino.

    Proprio mentre tutto sembrava essersi risolto, entra la figlia e nota che…. Durante il periodo che ci si accinge alle votazioni, nelle famiglie si viene a creare una vera e propria confusione, dovuta al fatto che, ci si ritrova ad aver in mano, tanta di quella cartacea elettorale, non sapendo a chi votare.

    In questi casi, subentrano i veri protagonisti che pur di accaparrarsi la nostra fiducia, e di conseguenza il voto, iniziano a promettere di tutto!

    La storia in questione tratta, il grave problema della disoccupazione che opprime la quotidianità delle famiglie Siciliane. In modo tale, che una nuova realtà, bagnerà il nostro futuro, di speranza! Testi teatrali inverosimili, scritti e poi travasati dalle botti, e lasciati decantare come vino.

    Messi sul foglio di carta dopo un assaggio sostanzioso di Falanghina e Greco di Tufo. Dedicato a tutti quelli che non hanno mai avuto una dedica. Salotto borghese. Ambiente scarsamente illuminato. Quadri alle pareti, un grande tavolo apparecchiato. Sulla destra un mobile bar ed alcuni sgabelli. Sul fondo, si nota appena una figura di uomo con un bastone, in ombra, seduto su di una seggiola, poco dietro al mobile bar.

    Un divano, una poltrona ed un tavolino basso in proscenio. Sulla sinistra, un mobiletto con un telefono. Marco è seduto sulla poltrona. Il detective Bob Maclachlan è un uomo dal passato torbido e misterioso; cacciato dalla polizia anni addietro, viene ora rintracciato e ingaggiato proprio dal suo ex principale, il Capitano Boyle, per un caso molto scottante di duplice omicidio avvenuto in una lavanderia a gettoni di San Francisco. Sarà proprio qui che il detective avrà a che fare con l'irrazionalità di una città perennemente immersa nella nebbia, nonchè con i suoi abitanti, la cui indole sembra essere quella di confondere il prossimo, per il puro gusto di farlo.

    Un musical, una commedia, che, lasciando fuori dal canovaccio i doppi sensi, svela una storia delicata; è un inno ai sentimenti che neppure le situazioni più degradanti e grottesche possono sminuire o svilire.

    Nessun doppio senso, nessuna gag, eppure il sorriso, che accompagna lo spettatore, a volte si tramuta in riso altre è un sorriso amaro, eduardiano.

    Un lieto fine per una storia che sembra una fiaba con tanti intrecci tra i personaggi.

    Bernardo e la figlia Gabriella, vorrebbero trasferirsi ad Amalfi e comprare la villa di Enrico che accetta la vendita, essendo ormai separato. La frequentazione di Enrico, ormai divorziato, con Gabriella determina il loro amore e matrimonio…. Un'anziana coppia di coniugi riceve, a sorpresa, l'indesiderata visita del fratello di lui: Franz. L'apparizione dell'uomo risveglia nei protagonisti una serie di ricordi e l'ombra di un mistero rimasto sepolto negli anni che lo stesso Franz contribuirà a dipanare in via definitiva.

    Una prigione non identificata. Due uomini sono rinchiusi per cause non ben dichiarate da un'entità oscura che pare non avere nessuna intenzione a palesarsi. Il mistero, coadiuvato dal lento incedere del tempo e attraverso la conoscenza reciproca dei due, andrà svelandosi, fino al sorprendente ed enigmatico epilogo. Sala con buffet, due sedie, una poltrona alla sinistra.

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    A destra una macchina da cucire con sedia davanti ed a fianco altra poltrona. Tavolo posto contro una parete come da scrittoio. Stessa scena per tutti i tre atti. Mobili del caso. Attorno a questi personaggi ruotano una serie di equivoci, ingrediente fondamentale per uno spettacolo comico e brillante, come "7 - 14 - 28" vuole essere.

    Un allibratore sanguigno, una sorella bigotta, una figlia un po' ritardata, una moglie molto esuberante e un marito aggressivo e geloso, assieme ad altre divertenti figure, vengono sapientemente incastrati in questa storia dagli innumerevoli colpi di scena e catene di risate, per un finale senza dubbio divertente e scoppiettante.

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