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PACCHETTI SLACKWARE SCARICARE

Posted on Author Grolrajas Posted in Multimedia


    Porteus è costruita su Slackware e quindi, potenzialmente, può sfruttare tutti i Il procedimento è abbastanza semplice, una volta scaricato il pacchetto. Slackware – Scaricare, compilare e installare gli Slackbuilds file sorgenti, la loro compilazione e la creazione dei pacchetti per Slackware. Esiste poi un programma chiamato swaret in grado di cercare e scaricare patch o interi programmi consentendo di tenere la nostra Slackware. Installare software su Linux Slackware, Forum Linux e software: e ovviamente se il pacchetto dipende da altri pacchetti, devi scaricare.

    Nome: pacchetti slackware
    Formato:Fichier D’archive
    Sistemi operativi: iOS. Android. Windows XP/7/10. MacOS.
    Licenza:Solo per uso personale (acquista più tardi!)
    Dimensione del file: 65.48 Megabytes

    Il pacchetto del codice sorgente richiede circa MB una volta scompattato. I binari risultanti possono aver bisogno da 20 MB a MB a seconda dellal piattaforma. Nel corso dell'intera compilazione possono servire temporaneamente oltre MB incluso il codice sorgente. La sezione Download della pagina principale del sito di GRASS contiene gli ultimi binari e il codice sorgente per tutte le piattaforme supportate.

    Tuttavia, l'installazione è leggermente diversa su ogni sistema operativo. Qui si possono trovare indicazioni fornite dagli utenti per l'installazione di GRASS su piattaforme specifiche. In particolare, molti sistemi operativi hanno programmi di utilità per la gestione dei pacchetti che possono semplificare notevolmente l'installazione di GRASS.

    Si tratta di aggiornare le glibc, la libreria C di Gnu, e il gcc, il compilatore standard Linux, con versioni compilate ad hoc. La fonte da cui reperire suddetti pacchetti è: Alien repository.

    OpenOffice AutoBuilder per Slackware / Slackware64

    Tra i pacchetti installati compattools contiene alcuni strumenti che verranno utilizzati per convertire i pacchetti a 32 bit in versioni adatte ad un sistema a 64 bit multi-libreria.

    Il primo è utile per convertire singoli pacchetti mentre il secondo è consigliato per eseguire una conversione di massa dei pacchetti di un sistema. Lo script massconvert Purtroppo alcuni pacchetti necessari per WINE non fanno parte della lista.

    Si supponga di utilizzare lo script modificato. Procederemo alla conversione attraverso i comandi:.

    Kdenlive/Ottenerlo e installarlo

    Il comando si occuperà della conversione. Se avessimo fatto ricorso allo script istituzionale, avremmo dovuto convertire ulteriori quattro pacchetti attraverso il comando convertpkg-compat Segue la lista dei quattro pacchetti:. Una volta installato le librerie a 32 bit, è consigliato reinstallare i driver della scheda video in modo che usino le librerie a 64 bit per le applicazioni a 64 bit e quelli a 32 per le applicazioni a I pacchetti proprietari forniti dai produttori di schede video dovrebbero contenere sia i driver a 32 che quelli a 64 bit, ma è molto probabile che solo i secondi siano stati installati su Slackware Si esegua quindi il comando:.

    Che creerà due pacchetti uno contenente il modulo del kernel ed il secondo contenente le librerie. Si noti che il secondo avrà dimensione circa doppia del normale. Si rimuovano i vecchi pacchetti e si installino i nuovi:.

    E si proceda quindi al reboot della macchina perchè i nuovi driver vengano caricati all'avvio ed utilizzati dal sistema. Potrebbe capitare che alcune applicazioni che fanno un uso diffuso della grafica 3-D, i giochi ad esempio, abbiano difficoltà a riconoscere quale versione dei driver utilizzare. I sintomi consistono in un basso frame rate nonostante una configurazione conservativa degli effetti grafici, nel disegno non corretto dei poligoni tridimensionali, nell'apparizione e sparizione delle texture, nella mancata definizione delle ombre o altro ancora.

    Per farlo è necessario lanciare da shell il comando:. Per far si che la configurazione venga caricata automaticamente al login è possibile modificare il file. Siamo quasi giunti alla fine del viaggio.

    Una volta che il sistema è multilib compliant tutto quel che serve per far girare software a 32 bit è installarlo.

    Tutto il software Windows a 32 bit in grado di girare su di un sistema operativo Slackware a 32 bit dovrebbe funzionare senza problemi anche su Slackware Il pacchetto di WINE a 64 bit wine WoW64 è l'abbreviazione di Windows on Windows Un sottosistema in grado di far girare binari per Windows a 32 bit su un sistema a WoW64 è una delle novità della versione 1. Il pacchetto è stabile, ma rilasciato a scopo di test; Si raccomanda l'uso della versione 32 bit di WINE per il quotidiano.

    Maggiori dettagli circa WoW64 possono essere reperiti dal sito: WineHq. Il 27 Aprile del è stato ufficializzato il rilascio della versione La procedura per estendere una distribuzione a 64 bit pura in una multi-libreria, in grado cioè di eseguire programmi a 32 bit, è rimasta grossomodo invariata. Di seguito sono elencate le poche differenze rispetto a Slackware I pacchetti multi-libreria per Slackware Non converte invece purtroppo fribidi : una libreria che consente il supporto a lingue che si scrivono da destra verso sinistra.

    Una versione dello script modificata perchè converta anche fribidi è reperibile all'indirizzo: Updated massconvert Un ultimo appunto riguarda l'installazione dei driver ATI proprietari. Le versioni più recenti non creano due pacchetti, ma uno soltanto.

    Inoltre il programma di installazione riconosce in automatico la distribuzione Linux. Il programma lavorerà in autonomia. Il 19 Settembre del è stato ufficializzato il rilascio della versione Come nel caso della precedente Di seguito sono elencate le differenze rispetto a Slackware Il pacchetto per le librerie Mesa distribuito con Slackware LibOSMesa è una libreria utilizzata da WINE per il rendering tramite OpenGL delle immagini bitmap e la sua mancanza potrebbe incidere negativamente sul funzionamento di alcune applicazioni.

    È necessario ricompilare Mesa abilitando il supporto a OSMesa ; per farlo sarà sufficiente seguire i passi descritti di seguito:. Questo comando cerca se è presente un pacchetto sarebbe meglio dire, un file , perché di un file si tratta nel cui nome è contenuta la parola chiave; se non conosciamo il nome del programma, è possibile eseguire una ricerca più generica nella descrizione del pacchetto con il comando:.

    Noterete che verranno installate anche tutte le dipendenze in questo caso, per un totale di 14 pacchetti ma soprattutto che il tempo per l'installazione sarà molto lungo perché dovranno essere compilati tutti i sorgenti!! Per la rimozione il comando è sempre emerge ma l'opzione consigliata è --depclean , perché controlla se le dipendenze associate al programma da rimuovere non sono associate anche ad altri programmi, rimuovendo solo quelle inutilizzate; il comando da impartire è:.

    Advanced Packaging Tool è forse il più noto package manager perché presente in Debian e tutte le sue derivate Ubuntu , e le sue derivate , Mint , Kali , Gestisce pacchetti con estensione. La sintassi dell'ultima versione di questo programma è piuttosto elementare: apt seguito dall'operazione che vogliamo eseguire e poi, se richiesta, una stringa per la ricerca o il nome del programma.

    Anche in questo caso la prima cosa da fare è la sincronizzazione del database locale con il repository online, con il comando:. Come possiamo vedere tutte le dipendenze siano esse altri programmi o librerie verranno installare senza necessità di effettuare altre operazioni.

    Noteremo subito che i file installati sono molti di più di quelli rimossi!! Questo perché il comando per la rimozione non va a cercare tutte le dipendenze e questo è un bene perché quelle dipendenze potrebbero essere opzionali non necessarie ma comunque utilizzate per ampliare le funzioni anche per altri programmi!! Per avere un sistema snello senza troppi programmi inutili è possibile fare un po' di pulizia andando ad eliminare tutti i pacchetti installati come dipendenza che non sono più necessari con il comando:.

    In parole povere, quando digitiamo apt install nomepacchetto , apt scarica il file deb dal repository e poi lo passa a dpkg che lo installa sul sistema. La sintassi per cercare, installare e rimuovere i pacchetti è pressoché identica a quella di apt negli esempi sopra, si deve soltanto sostituire apt con yum per cui non ci dilungheremo a ripeterli. Una cosa che differenzia yum da apt è l'aggiornamento del repository: non serve un comando dedicato ma, se necessario, viene eseguito automaticamente prima della ricerca.

    Invece, un'altra cosa in comune con apt, è che il processo di installazione e rimozione è delegato ad un altro programma che ha lo stesso nome dell'estensione dei pacchetti, rpm. L'installazione di claws-mail è stata fatta su Fedora che, dalla versione 18, ha introdotto un'altro gestore pacchetti, adottato poi come predefinito dalla versione 22, chiamato dnf Dandified yum. Zypper è un altro gestore di pacchetti. Gestisce pacchetti con tripla estensione. Una volta individuato nei risultati della ricerca il nome del pacchetto, possiamo procedere ad installarlo con il comando, simile al precedente:.

    Notiamo i dettagli dell'installazione qui verranno elencate anche le dipendenze mancanti da installare. Anche in questo caso, l'operazione andrà a rimuovere solo il pacchetto specificato e non le dipendenze installate con esso. Se volessimo rimuovere anche le dipendenze non più necessarie e quindi non utilizzate da nessun altro programma dovremo aggiungere un paio di opzioni e il comando sarà:. Pkgtool è il gestore di pacchetti tipico di Slackware , è composto da più programmi ed è atipico perché non risolve le dipendenze!

    Questo per via dei rilasci di versione di Slackware molto "rari" rispetto alle altre distro e per la caratteristica di questa distro di offrire la possibilità di includere tutti i possibili pacchetti durante l'installazione.

    I pacchetti gestiti sono. Pkgtool, per eseguire ogni operazione, utilizza altri programmi che possono essere anche invocati "manualmente" da terminale ma solo da root. Per installare un pacchetto, contenuto ad esempio nella directory di lavoro, potremo digitare:.

    Nelle ultime versioni di Slackware è presente un altro package manager, slackpkg che è in grado di scaricare e installare pacchetti da uno dei tanti mirror disponibili per il download di questa distro ma non è comunque in grado di risolvere le dipendenze. Il funzionamento è identito a quelli già visti, con le opzioni da passare per aggiornare update , installare install , cercare search e rimuovere remove.

    Abbiamo visto come Pkgtool offra una semplicissima e molto limitata interfaccia grafica ma le distro più "amichevoli" con l'utente finale sanno che il terminale e la linea di comando non sono molto graditi da tutti e in particolare dai neofiti e per questo hanno sviluppato delle interfacce grafiche anche molto curate.

    Migliore distro Linux

    L'installazione e rimozione di programmi tramite queste interfacce è semplicissima : si utilizza l'apposito campo per inserire il testo da ricercare, si individua il programma che desideriamo tra i risultati della ricerca e si installa con un paio di click. Cosa ci aspetta nel prossimo futuro riguardo all'installazione dei programmi su Linux? Ci sono molti movimenti ma, più o meno tutti, vanno nella stessa direzione: creare pacchetti contenenti non solo il programma da eseguire ma anche tutte le sue dipendenze e, sfruttando le caratteristiche del kernel, eseguire questi programmi isolati dal sistema e gli uni dagli altri.

    I vantaggi dovrebbero essere subito evidenti: niente più grattacapi per dipendenze irrisolte o, peggio, in conflitto con altri programmi, maggior sicurezza perché la compromissione di un programma non potrà intaccare il funzionamento del sistema o degli altri programmi in esecuzione ma anche la riduzione della frammentazione nella distribuzione dei programmi.

    Se dovesse affermarsi uno standard fra tutte le possibili alternative, quindi, niente più pacchetti.

    Vediamo brevemente quali sono i più promettenti fra questi nuovi sistemi. Sviluppato da Canonical la stessa dietro ad Ubuntu dal per avere un sistema semplice di gestione delle applicazioni per i dispositivi mobili smartphone e tablet che "montano" Ubuntu.

    Questo sistema prevede l'utilizzo di un apposito filesystem in sola lettura per creare un contenitore dove installare programma, dipendenze, documentazione e pagine di manuale. L'utilizzo è semplice e simile a quanto già visto; per cercare i programmi ad esempio un browser si digita:.

    Una volta individuato il programma che ci interessa in questo caso links , possiamo installarlo:. Ribattezzato con un nome simile a quello delle forniture da assemblare stile IKEA prima era xdg-app , questo sistema di "pacchettizzazione" delle applicazioni è sviluppato dal da membri di RedHat, Fedora, Gnome ma indipendente da questi. Una volta installato si presenta anche questo come un package manager ma non si appoggia ad un unico database online; per l'installazione dei programmi occorre un file con estensione.

    Se per esempio vogliamo installare Picard dovremo digitare:. Alla prima installazione di un programma, flatpack installerà anche il runtime necessario all'esecuzione delle applicazioni installate con questo metodo. Infatti anche se i programmi sono eseguiti in sandbox e isolati rispetto al sistema, possono condividere tra loro alcune librerie e l'ambiente runtime di default basato su Gnome si occupa proprio di mettere a disposizione queste librerie comuni.

    Al contrario di Snap, una volta installato il programma con Flatpak, questo non si troverà nel menù delle applicazioni e nemmeno sarà possibile lanciarlo normalmente dal terminale digitando il nome dell'eseguibile, ma dovremo invocarlo con un apposito comando:.

    Anche in questo, la disinstallazione lascia solo qualche traccia del programma nella home e si esegue con il comando:. L'ultimo sistema che vedremo ma non l'ultimo disponibile!! Come si intuisce dal secondo nome di questo progetto, AppImage è un sistema che prevede la creazione di un file eseguibile contenente il programma e le sue dipendenze, in grado di essere eseguito su qualsiasi distro Linux ma come Flatpak è limitato alle versioni Desktop , da qualsiasi posizione il file si trovi e naturalmente isolato dal sistema e dagli altri programmi.


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