Chrisadamo

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SCARICA SONIC 1991

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    Contents
  1. Recensioni
  2. Post navigation
  3. Sonic the Hedgehog, la statuetta in PVC da First 4 Figures
  4. Sonic: The Hedgehog Sega

Sonic the Hedgehog è il primo gioco della saga del famoso eroe puntuto della SEGA nato nel per Mega Drive/Genesis, portabandiera originale. Sonic the Hedgehog, download gratis. Sonic the Hedgehog Rivivi le avventure di Sonic, il riccio blu di SEGA. Sonic the Hedgehog è un remake del classico. Scarica Sonic the Hedgehog™ Classic direttamente sul tuo iPhone, iPad e iPod touch. La prima pubblicazione risale al 23 giugno , negli Stati Uniti. Download Sonic the Hedgehog™ Classic and enjoy it on your iPhone, iPad and iPod touch. [97%] - Andy Smith, SEGA Power #22 (September ).

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Mentre nei cinema si appresta ad arrivare la sua versione in computer grafica, First 4 Figures coglie la palla al balzo e propone la versione classica di Sonic the Hedgehog per la sua linea di statuette da collezione in PVC dal costo molto accessibile. Il successo di questo colorato personaggio ha fatto si che per SEGA ne diventasse addirittura la mascotte, al pari di Super Mario per Nintendo.

Questa capacità non è una esclusiva di Sonic, anche gli altri comprimari giocabili possiedono queste abilità una volta raccolti gli smeraldi. La statua di Sonic the Hedgehog sarà un prodotto completamente in PVC, mantenendo la qualità dei prodotti in resina realizzati dalla stessa azienda ma a costi decisamente più contenuti. Sarà alta circa 27 cm e vede il protagonista mentre si prepara a sfrecciare alle più elevate velocità.

Sonic the Hedgehog è disponibile in preordine presso i vari distributori — come sideshow — al prezzo di 78 euro con rilascio fissato per il mese di Giugno Il mondo di Sonic è davvero ricco di tante proposte, scopri le più interessanti a questo link.

Super Ring Super-Anello nell'edizione italiana : Permette di guadagnare dieci rings [48]. Power Sneakers Scarpe potenti nell'edizione italiana : Permettono di correre più velocemente per un breve lasso di tempo [49]. One-Up: Aggiunge un continua tra quelli già disponibili [49]. Invincible Invincibile nell'edizione italiana : Farà guadagnare a Sonic una temporanea invulnerabilità dai nemici ma non lo salverà dagli ostacoli di grande entità ovvero i burroni, l'annegamento, lo schiacciamento o la scadere del tempo [49].

Il risultato ottenuto unendo la cartuccia di Sonic 1, Sonic Compilation o di qualsiasi altro gioco per Mega Drive farà apparire una schermata nera che mostra Sonic , Tails , Knuckles e Robotnik con la scritta "No Way!

Inoltre è possibile accedere a numerose variazioni di quest'ultime inserendo la password corrispondente [52]. Tale posizione al tempo era occupata già dal personaggio di Alex Kidd [63] , ma fu considerato troppo simile a Mario che rappresentava Nintendo e fu ritenuto insoddisfacente [64] ; il presidente di SEGA, Hayao Nakayama , voleva un'icona simile a Topolino [65] [66].

SEGA era in competizione con Nintendo, che all'epoca dominava il mercato in particolar modo dopo la pubblicazione del titolo di grande successo Super Mario Bros. Anche se aveva ottenuto un discreto successo con le conversioni dei loro videogiochi arcade su Mega Drive , sapeva che non sarebbe stato sufficiente per contrastare la concorrenza [19].

Prima che Sonic fosse scelto, furono proposti altri personaggi, quali un coniglio [68] [73] , un bulldog [68] [74] [73] , un lupo [68] [74] e un uomo barbato [68] [74] [73] che sarebbe divenuto il Dr. Robotnik [73]. Sonic era originariamente verde acqua [64] , fu poi reso con una leggera tonalità blu [60] , cambiata in seguito in una più scura per evitare che il personaggio si confondesse con certi sfondi [76] e per farlo combaciare con il logo SEGA.

Gli aculei di Sonic furono enfatizzati per farlo sembrare più lucido e gli fu data la possibilità di roteare durante un salto in modo tale da utilizzare un solo tasto sia per attaccare che saltare [78].

Il nuovo personaggio doveva chiamarsi originariamente "Mr. Eggman" in Giappone e "Dr. Prima del suo debutto ufficiale come protagonista di questo gioco, Sonic fece un cameo sotto forma di deodorante per ambienti in una delle auto presenti in Rad Mobile pubblicato nel gennaio per arcade [68] [84] [85] [86] [87] [88]. Naka era un fan di Super Mario Bros.

Gli altri membri sono sopraggiunti quando è aumentato il bisogno di ulteriori contenuti [75]. Dopo aver assegnato al progetto il nome in codice di "Defeat Mario" lett. Prendere oggetti e lanciarli avrebbe causato la rottura del ritmo dell'azione. Il trio ebbe l'idea di farlo rotolare come una palla [68]. La velocità base di Sonic fu resa identica a quella di Mario mentre correva. Iniziarono in seguito i primi test tramite il software development kit per Mega Drive ma si presentarono diverse problematiche legate al tremolio, il frame rate lento e l'animazione traballante che si rivelarono presto evidenti.

L'aumento della rapidità di Sonic comportava a degli errori nelle animazioni ma Naka risolse la cosa sviluppando un algoritmo che permetteva di mantenere la fluidità. Il gameplay è nato da una demo creata da Naka, che aveva sviluppato un algoritmo che consentiva a uno sprite di muoversi agevolmente su una curva determinandone la posizione con un dot matrix.

I suoi design per i livelli vennero pensati per attrarre sia i giocatori esperti che quelli occasionali integrando delle parti più impegnative per rendere il tutto più apprezzabile [64]. Ammirando la semplicità dello stile di Miyamoto in ambienti complessi, Naka decise che Sonic sarebbe stato controllato con un solo movimento direzionale del gamepad e un solo tasto per saltare. Per via del fatto che il titolo avrebbe dovuto mostrare le potenzialità tecnologiche del Mega Drive, il gioco fu sottoposto a numerosi test e diverse riprogrammazioni, processo che in tutto richiedette oltre sei mesi.

Gli sforzi degli sviluppatori furono premiati; e secondo Naka, il gioco presentava il personaggio più veloce possibile in un videogioco e l'effetto della rotazione nei livelli speciali che era considerato impossibile per la console [2]. L'idea fu tuttavia ripescata ed inserita in Sonic the Hedgehog 2 , dove il secondo giocatore prendeva il controllo dell'amico di Sonic, Tails [64]. Sonic Team aveva intenzione di aggiungere anche un sound test che avrebbe mostrato delle animazioni di Sonic eseguire la break dance assieme a una band musicale formata da altri membri animali [74] : tra questi vi era un coccodrillo che doveva suonare la tastiera , Vector the Crocodile [60] , il quale fu poi introdotto successivamente in Knuckles' Chaotix nel [97].

Con la creazione dell'antagonista della serie, il team di sviluppo voleva un personaggio che fosse l'opposto di Sonic; un personaggio che avrebbe rappresentato la tecnologia e lo sviluppo []. Il personaggio fu inoltre progettato in modo da essere facilmente disegnabile dai bambini [].

Yasuhara voleva che il gioco facesse appello sia ai giocatori giapponesi che statunitensi, e per questo motivo Green Hill Zone fu ridisegnata numerose volte []. Sonic Team voleva che il livello rappresentasse correttamente il personaggio. Il suo terreno a scacchi era ispirato dal rendering di alcune immagini in 3D al computer [] , e Naka ebbe l'idea dallo sviluppatore Yu Suzuki , che aveva utilizzando la stessa tecnica per Space Harrier.

Colonna sonora[ modifica modifica wikitesto ] La colonna sonora di Sonic the Hedgehog fu composta da Masato Nakamura [60] [68] , bassista e compositore di canzoni del gruppo musicale J-pop Dreams Come True [64] [68] [69] []. Nakamura disse che fu sorpreso di essere chiamato a comporre una colonna sonora, dato che aveva appena iniziato la sua carriera proprio con i Dreams Come True.

Il 19 ottobre , dopo oltre i vent'anni dalla sua pubblicazione, fu distribuita una compilation formata da tre CD contenenti le tracce presenti in Sonic the Hedgehog e in Sonic the Hedgehog 2 esclusivamente in Giappone []. Il primo disco conteneva la colonna sonora originale di entrambi i titoli, il secondo i demo di Nakamura prima che furono riprogrammati per il Mega Drive ed il terzo delle canzoni dei Dreams Come True assieme ad alcuni loro remix con Akon [].

Pubblicazione[ modifica modifica wikitesto ] L'illustratore di copertine per videogiochi Akira Watanabe disse che il suo obiettivo era quello di rendere i personaggi "colorati", utilizzando delle linee chiare e la gradazione per "finirli bene" [].

Secondo Watanabe, gli sviluppatori gli chiesero di creare una confezione "simile alla pop art I vari livelli furono mostrati in Giappone al Tokyo Toy Show 90 nel [68] [] [] tuttavia il titolo non fu reso noto nel resto del mondo fino al gennaio , periodo in cui fu presentato all'International Consumer Electronics Show di Las Vegas [68] , in quanto SEGA voleva aspettare il momento giusto e trovare l'occasione di "rubare la scena".

Fu pubblicato nel Nord America e nelle regioni PAL in 23 giugno [2] [68] [] mentre in Giappone il mese seguente [1] [68] [].

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Sega of America lo vendette in bundle [68] con le console Genesis [] nome impiegato negli Stati Uniti per il Mega Drive [] , sostituendo Altered Beast. Il disco fa propri i canoni orrorifici della no-wave rumore metallico, percussività ossessiva, squilibrio psichico, apocalisse metropolitana , combinandoli alla perfezione in una sequenza di brani eccezionali in quanto a forza espressiva ed elaborazione sonora. La vera rivoluzione sta nell'impianto chitarristico: il suono e lo stile di Moore e Ranaldo si distinguono subito da quelli degli altri no-waver per le loro tessiture ordinate, a volte al limite della trance psichedelica, mentre Kim Gordon suona giri di basso elementari e ripetitivi, decantando l'alienazione e l'ansia metropolitana con la sua voce gelida.

Recensioni

Da qui in poi comincia la discesa nei meandri più malsani di quel mostro chiamato metropoli: un susseguirsi di brani freddi e atonali in cui aleggiano gli spettri e gli incubi di relitti umani. La lunga nenia di "Protect Me You" e il delirio di "Shaking Hell" il brano più prettamente no-wave sono esempi perfetti della poetica del gruppo: ansia, paura, ossessione per il caos e la perdita di lucidità. La psicotica "Confusion Is Next" è uno degli apici del disco: il basso pulsa inarrestabile, mentre il clangore distorto e cacofonico delle chitarre fa da sfondo a frasi ripetute quasi per inerzia da Moore, fino al finale quasi hardcore; nemmeno i baccanali dei Velvet Underground e il rumore sinfonico di Branca erano arrivati a dipingere scenari di completa pazzia come questi.

Ma la confusione è anche sesso. Sesso come piacere estremo, violento, simulato dalle sventagliate assordanti di Ranaldo che pone il suo sigillo al disco con la splendida "Lee Is Free" , e dal battito meccanico di "The World Looks Red", surreale nel suo essere ballabile nonostante i rumori anormali prodotti dalle chitarre.

Confusion Is Sex è tuttora uno dei dischi più estremi e violenti mai registrati - al punto da essere il preferito di molti fan del gruppo - e mette in luce le numerose idee brillanti dei primi Sonic Youth, che già all'esordio sfoggiavano una capacità di gestire la massa sonora praticamente sconosciuta a qualsiasi altrabandalternativa del periodo. Successivo di qualche mese, l'Ep Kill Yr Idols - inizialmente pubblicato solo in Germania dalla Zensor "quando a nessuno sembrava importare di pubblicare un nostro disco" - oltre a ripescare "Protect Me You" e una versione infuocata dal vivo di "Shaking Hell", presenta tre inediti: l'art punk in crescendo, come dei Birthday Party sulle rive dello Hudson, della title track; il cerchio di fuoco del cerimoniale di "Brother James" e la sibillina "Early Americans".

Nel , reduci da un disastroso tour in quel di Londra, i Sonic Youth tengono una serie di esaltanti concerti a New York. Nel frattempo, dopo il matrimonio tra Kim e Thurston, la band entra nei Before Christ Studios di Brooklyn dove, tra settembre e dicembre, registra, con Bob Bert di nuovo dietro le pelli e il supporto tecnico di Martin Bisi e John Erskine, il materiale che convoglierà in Bad Moon Rising, opera seconda che, già nel titolo che ricalca quello di una canzone anti-bellica dei Creedence Clearwater Revival , pubblicata nel sull'album "Green River" , esprime una visione fosca e claustrofobica dello stato delle cose negli States assediati dalla Reaganomics.

Mediante un flusso di coscienza lisergico senza soluzione di continuità, infatti, i brani scivolano uno dentro l'altro , Bad Moon Rising attiva una percezione sconfinata, elevando i temi della follia e della morte a cardini di un disegno lirico in cui le stesse diventano nient'altro che una via di fuga verso una libertà fatta di visioni ancestrali, di estasi sibilline, di corse a perdifiato attraverso deserti che si estendono a perdita d'occhio, fino al limite massimo del mondo, fino al baratro ultimo della ragione.

Viene, insomma, superata, dopo averla digerita, la tensione apocalittica e "negativa" del disco precedente, per imboccare la strada di una psichedelia rumorista contaminata dal nervo scoperto di un misticismo sovversivo e intimamente terreno.

Brucia, dunque, la testa di zucca dello spauracchio che si staglia contro un orizzonte dai colori smorzati, mentre i grattacieli della Grande Mela, nel contrasto di luci e ombre, nascondono marciume e degrado, amore e disperazione, litanie inascoltate di esseri derelitti circondati dal via vai di altri esseri, anch'essi reietti, ma senza nessuna consapevolezza.

Corde di cristallo, arpeggiate come in trance, scivolano, dunque, verso panoramiche tridimensionali di ebbra nostalgia: il cuore nello stomaco, a pompare sangue che non riverserai altrove, trattenendolo nelle viscere come una memoria che solo durante notti insonni disseppellirai come un'arma contro l'estinguersi, lento e inesorabile, della tua fiamma "Intro".

Una società che pone distanze, lasciando che la menzogna diventi norma " Tutto è contagiato, infetto, talmente confuso che le differenze svaniscono, per dare spazio a una babele divina dove, tra le altre cose, gli amici sono solo "ragazze chiuse in corpi di ragazzi".

Aperta da una rivisitazione very lo-fi e disorientante di " Not Right " degli Stooges , "I Love Her All The Time" è dapprima dichiarazione d'amore sotto forma di letargico ardore, poi sublime, infernale orgia tribale, disinnescata da una delle distorsioni più traumatizzanti di sempre: chitarre che prendono letteralmente fuoco, stuprate con bacchette e accordate nei modi più assurdi.

A questi Sonic Youth non interessa soffermarsi sull'atto compositivo, quanto, piuttosto, tradurre in suoni, con ogni mezzo possibile, determinate alterazioni della coscienza. Poi, nella notte, un treno che si fa strada, abbagliando con le sue luci diamantine. Concettualmente, il disco si chiude con la figura depressa di chitarra che muove la sua agonia oltre il cerchio caotico di "Justice Is Might".

Ma da un punto di vista "lirico", la furente discesa negli inferi di "Death Valley '69" ispirata ai massacri della "famiglia" Manson e forte della partecipazione vocale di Lydia Lunch ne rappresenta la risoluzione effettiva, con i suoi sovratoni allucinati, il clima orrorifico, la sua galoppata sfrenata attraverso canyon e foreste, fiumi e montagne di un'America illuminata da fuochi d'artificio al napalm.

Post navigation

Dopo la sbornia visionaria della "luna cattiva" e l'arrivo del batterista Steve Shelley, proveniente dai punkers Crucifucks, arriva la chiamata del chitarrista dei Black Flag , Greg Ginn, che mette la band sotto contratto per la sua SST, etichetta per per la quale, nel maggio , esce Evol, da molti considerato come il vero capolavoro della band.

Evol rappresenta uno snodo essenziale nell'ambito dell'evoluzione sonora del quartetto. L'oscurità malsana che avvolgeva il disco precedente viene qui sostituita da chiaroscuri finanche romantici, anche se a trionfare è pur sempre il turbamento sonico.

Se, dunque, il primo minuto di "Tom Violence" con quell'incedere epico e indolente fa pensare a una normalizzazione in atto, i restanti due ci trascinano in un'oscura mareggiata di rumorismi fibrillanti che bruciano come tizzoni ardenti in un letto di ghiaccio.

La violenza è "un sogno", sentenzia Moore. Il sogno, insomma, come alveo dentro cui la musica torna, continuamente, per rigenerarsi. Introdotto da un groviglio di sinistri frastuoni, il carillon di "Secret Girl" sospende questa chanteuse del degrado morale newyorkese nel limbo di una percezione temporale inerte.

Non più un futuro da scoprire giorno per giorno, ma solo un presente eterno che scava tra le macerie dei ricordi. Ma la componente onirica, nasconde, naturalmente, anche una controparte diabolica fino al culmine macabro, depresso e dissociato di "Marilyn Moore" , anche quando le soluzioni lasciano presagire una più decisa virata verso territori "pop", come nel caso del cantilenare fiero del singolo "Star Power", repentinamente immerso nell'acido rovente di un pre- grunge lisergico.

La marziale e Velvet -iana "Green Light" gira, invece, su se stessa come un mantra di scarnificazione, prima di scivolare "Sister" è appena dietro l'angolo Locked groove dell'angoscia di un'angoscia che deturpa i falsi miti del flower-power e dell'estate dell'amore , dove i suoni sono pure immagini scolpite tra le maglie del silenzio.

Lontano dagli sperimentalismi dei dischi precedenti, il quartetto si concentra un po' a sorpresa su brani per lo più strumentali, dai toni chiaroscurali e immaginifici, raramente comunque davvero capaci di toccare le corde giuste. Per certi versi si potrebbero azzardare paragoni con il Ry Cooder di "Paris, Texas" si vedano, per esempio, anche le quattro variazioni di "Smoke Blisters", in cui davvero sembra di essere al cospetto della tacita imponenza del deserto , ma la scrittura non sempre è all'altezza della situazione, mostrando, spesso e volentieri, un certo grado di disagio propositivo, oltre che una ripetitività di fondo.

Si contano, inoltre, tre revisioni di "Secret Girl": "The Velvet Plug" concede molto più spazio alle ragnatele "concrete" dell'intro, mentre ne rallenta la parte melodica; "Tulip Fire" riduce quest'ultima a pulviscolo metallico e, infine, "O.

Reduci dai consensi raccolti da Evol e dall'ingresso nella scuderia dell'importante etichetta SST, l'anno successivo i Sonic Youth pubblicano Sister, album che accentua la loro attenzione per trame melodiche rallentate, percorse da continui giochi di dissonanze, e nel contempo li consacra quali abilissimi autori di canzoni dalle tinte diversissime: allucinate, ironiche, scatenate, visionarie.

L'album rappresenta un'importante transizione verso la "maturità sonica", verso una precisa e personalissima definizione di un post-punk fatto di ballate abrasive, frammentazioni ritmiche, riff incendiari, ma che testimonia anche lo sforzo volto alla riduzione in "canzoni" dalla durata media di quattro minuti delle lunghe cavalcate dei dischi precedenti. Dalla psichedelia aspra e sbilenca dell'iniziale "Schizophrenia" agli elaborati crescendo di "Kotton Krown", fino alla febbrile concisione della conclusiva "White Cross" si cominciano a intravedere con nitidezza i tratti che caratterizzeranno la parte centrale della produzione della band e che troveranno compiuta espressione già nel seguente, magnifico Daydream Nation.

Ultimo disco pubblicato per la SST tralasciando il live Sonic Death rilasciato nel e contenente esecuzioni on stage comprese tra il e il , l'Ep Master-Dik rappresenta uno dei momenti sicuramente più anomali della loro carriera.

Musicalmente parlando, trattasi di un lavoro altamente incoerente, che cerca a tutti i costi di risultare sconcertante. Tra una rilettura di "Master Dik" che, oltre a sostituire Shelley con una drum-machine finendo per apparire come una via di mezzo tra i Big Black meno bellicosi e i cugini timidi dei Run DMC! Ma, a conti fatti, si tratta di materiale per completisti incalliti.

I Sonic Youth nel avevano già alle spalle una serie di album eccellenti che evidenziavano un marcato progresso tecnico e stilistico verso una canonizzazione delle loro dissonanze, in direzione di una forma più orientata alla canzone rock. Se "Sister" ribolliva di pulsioni garage-rock, il doppio Lp Daydream Nation fu il passo definitivo verso la codificazione del noise-rock come lo si intende oggi: brani strutturati in strofe e ritornelli salvo qualche sbandamento o coda rumorista con melodie vocali e riff veri e propri, ma che mantengono in questo caso l'uso non ortodosso della strumentazione che ha caratterizzato i primi sei anni di gioventù sonica.

Il miracolo di Daydream Nation sta proprio nel piegare le armonie dissonanti tipiche della band al formato rock, anziché a contorte sinfonie del degrado. Anche il clima cambia, si fa più variegato, con atmosfere di più ampio respiro che vanno dall'inno generazionale alla sfuriata punk al trip lisergico, con la costante di un mood spaesato e malsano, che serpeggia tanto tra le righe dei versi stranianti e surreali, quanto tra le colate di rumore di Lee Ranaldo. Proprio un rock-anthem apre il disco, cantando di una "Teenage Riot" che rappresenta il manifesto della cultura underground nata attorno alle etichette indipendenti negli anni Ottanta.

È un brano ruggente e senza tempo, che esplode dopo un incipit lieve e che scodella un riff tanto sbilenco quando perfetto, mentre Moore canta con l'irruenza di un ragazzino. Sempre lui è il protagonista di "Silver Rocket", un punk-rock supersonico inghiottito in un intermezzo noise sconnesso, da cui il riff portante riemerge pian piano con un crescendo devastante.

La prima metà del disco ospita i due capolavori di Kim Gordon, "The Sprawl" e "Cross The Breeze", due magnifici esperimenti sul formato canzone.

La prima parte con un andamento alla Velvet Underground con tanto di testo recitato, per levitare in una coda amorfa e straniante in cui gli strumenti ripetono una frase in loop; la seconda, al contrario, si fa canzone dopo una cavalcata elettrica martellante.

Il secondo Lp dell'album inasprisce il clima, prima con la ballata "Candle", poi con le distorsioni massimaliste di "Rain King", esempio di tortura sistematica degli strumenti.

Per finire, l'imponente suite "Trilogy", che si svolge in tre movimenti; è un brano colossale, che passa dalle pulsioni minacciose del primo movimento alla psichedelia del secondo, per finire con la scarica hardcore dell'ultimo. Daydream Nation è un album totale che nasce per diventare un classico e segnare il passaggio definitivo dagli anni Ottanta agli anni Novanta.

I suoi solchi riescono a concentrare rabbia, disillusione, speranze, sogni e incubi di un'intera generazione che con i Sonic Youth si farà adulta e approderà al decennio successivo, portando al suo sviluppo definitivo il rock alternativo americano del decennio precedente.

Sonic the Hedgehog, la statuetta in PVC da First 4 Figures

Dopo essere diventati gli alfieri del rock indipendente americano, i Sonic Youth seguono la scia di Rem e Husker Du e firmano per una major, ponendo fine alla prima fase della loro carriera; questa scelta sarà oggetto di critica da parte di numerosi fan alcuni arrivano a considerarli finiti dal punto di vista artistico da questo momento.

Ciccone Youth è un bizzarro supergruppo avant-pop allestito dai sonici con l'amichevole partecipazione di Mike Watt, bassista di Minutemen e fIREHOSE più J Mascis in un brano , sperimentando incessantemente in studio improbabili jam elettro-noise-rock e pseudo-cover di Madonna e Robert Palmer. Come prendere questo progetto Non mancano tuttavia episodi godibili, persino irresistibili: si pensi alla coolness di "Burnin' Up" ad opera di Watt, o all'impeccabile cover di"Addicted To Love" ad opera di una sensuale Kim o a "Making The Nature Scene", e ai suoi versi all'hip-hop con recita allucinata.

Oggetto di varie ristampe durante gli anni, il remaster del dell'album aggiunge una trascinante alternate di "Macbeth". Per completisti del gruppo e appassionati del pop low-fi più sperimentale. Goo è il primo album a nome Sonic Youth a uscire per la Geffen Records, ed è un album di assestamento dopo la scossa rivoluzionaria del predecessore. La band infatti addolcisce leggermente la medicina di Daydream Nation, smussando gli spigoli di certe distorsioni e contraendo i tempi di certe digressioni strumentali; d'altro canto il suono si fa più robusto, quasi grunge , a dimostrazione di come Moore e soci sapessero cosa stava emergendo a Seattle in quegli anni.

L'album suona per lo più poco incisivo, scorrendo senza regalare molti momenti di alto livello, a partire dall'incipit "Dirty Boots", che suona come una versione più caciarona di "Schizophrenia".

I brani veramente significativi sono quelli che conservano le dilatazioni psichedeliche del disco precedente, come "Tunic Song For Karen ", con una Gordon eccellente che passa dal recitato a un cantato suadente, mentre gli strumenti deragliano dalla melodia portante del ritornello. Gli altri capolavori del disco sono la cavalcata epica di "Cinderella's Big Score" e il colosso finale "Titanium Expos", un brano camaleontico cantato da Moore e Gordon che incrocia il noise ossessivo dei Big Black con la psichedelia più acida.

Il resto della tracklist è diviso tra brani decisamente deboli come il punk-pop sfigurato di "Mary-Christ", l'hardcore di "Mildred Place" o "My Friend Goo" e il suo riff di basso distorto ad altri non esaltanti ma di buon livello, come "Kool Thing", con Chuck D dei Public Enemy ospite alla voce Moore è sempre stato un appassionato di musica hip-hop e "Disappearer", sullo stile dei precedenti dischi.

Nonostante la presenza di pezzi raffazzonati o deboli, Goo spiana la strada per il successo di pubblico degli album successivi; i Sonic Youth cessano di essere un fenomeno alternativo e divengono delle icone vere e proprie del rock americano.

Dopo un disco di transizione i Sonic Youth approdano a un nuovo suono, spogliato dell'elemento etereo e liquido che li ha sempre contraddistinti e caratterizzato da un timbro più sporco e massivo, in linea con le sonorità trasandate dell'era grunge, ormai al suo culmine.

Con Dirty , infatti, la band newyorkese dà la sua interpretazione di quel grunge di Seattle del quale era stata essa stessa ispirazione. Da un lato qualche purista storce il naso, dall'altro arriva un successo finora inimmaginato, frutto del loro album più accessibile al grande pubblico.

Il disco è un esperimento riuscito a metà; da un lato emerge il genio di un tempo, espresso in alcuni brani che rivaleggiano con qualsiasi classico del loro repertorio passato, dall'altro compare una manciata di pezzi - tra cui i singoli - che declassano i Sonic Youth da maestri a discreti mestieranti all'inseguimento dell'ultima tendenza. I giri di basso minimali di Kim Gordon fanno spazio a pesanti riff distorti, il canto efebico di Moore si fa sgolato e svogliato come quello di Cobain Gordon invece sembra imitare le urla delle riot grrrl e pure gli arabeschi delle due chitarre si compattano in riff più monolitici.

Per il resto l'album offre episodi di tutto rispetto, come la cavalcata "Chapel Hill" e le solenni "JC" e "Theresa's Sound-World", in cui rivive quel suono limpido, cristallino e bruciante che ha reso grandi i Sonic Youth. Smaltita l'esperienza del grunge, i Sonic Youth hanno l'intelligenza di saperne uscire prima che il carrozzone di Seattle si schianti, nel momento del suicidio di Cobain.

Messi da parte i chitarroni di Dirty, si affaccia un suono più cupo e rugginoso, che serpeggia in alcuni dei brani più angosciosi mai composti dai Sonic Youth. Quelle del disco sono delle non-canzoni che trovano la loro bellezza ideale nell'incompletezza, nel gusto per il grezzo, il non lavorato, il trasandato.

Si capisce dai primi secondi della perla lo-fi "Winner's Blues" che le cose sono cambiate; anche il singolo "Bull In Tthe Heather" mostra i Sonic Youth in una veste inedita, con un brano senza alcun tiro melodico, diviso tra arpeggi docili e rumori di corde sfregiate coi plettri. I restanti pezzi sono tutti dei piccoli capolavori: si va dalla ballata "Self Obsessed And Sexxee" alla psichedelia agrodolce di "Sweet Shine", passando per momenti di classica schizofrenia come "Androgynous Mind" e "Starfield Road", scossa da cacofonie elettroniche.

A riallacciarsi all'esperienza grunge è la sola "Screaming Skull", che nel testo rievoca gli anni del periodo SST, prima che il gruppo raggiungesse la notorietà. Chetatosi, almeno in parte, il clamore di quanti ne aveva scoperto le gesta solo dopo oltre dieci anni di attività, la band licenzia un album estremamente complesso e certamente non adatto a ingraziarsi nuovi adepti.

Washing Machine rappresenta da un lato il ritorno a un'ispirazione primigenia, costellata da impennate post-punk e da un placido lavorio su trame dissonanti, e dall'altro la definitiva transizione a una "maturità sonica", artistica, anagrafica e anche personale, visto che si tratta del primo lavoro dopo la nascita di Coco Hayley, figlia di Kim Gordon e Thurston Moore.

A smentita di ogni possibile aspettativa di stanchezza, si tratta di un album denso e assolutamente vitale nel quale convivono fianco a fianco accuratissime trame elettriche, incursionipunk e ballate più pacate, dai toni in un paio di occasioni decisamente sfumati. Anche in questi ultimi casi non mancano, tuttavia, gli ormai caratteristici intarsi di suoni e tenui asperità, seppur serventi a brani morbidi come la quasi ninnananna "Unwind" e la canzoncina tutta al femminile vi partecipa anche Kim Deal "Little Trouble Girl".

Ma l'essenza centrale del lavoro e del maturo equilibrio tra elucubrazioni noise e melodie spigolose sotto forma di canzone risiede nei fluidi intrecci chitarristici che si prestano tanto a stranianti iterazioni armoniche, quanto a crescendo urticanti, che spesso convivono all'interno dello stesso brano.

Il suono dei Sonic Youth ormai quarantenni è tutto nello spirito di una eterna giovinezza punk di "Becuz" e "No Queen Blues", ma anche nella disincantata consapevolezza di brani come "Junkie's Promise" e "Skip Tracer", che trovano esito ultimo nel finale spiazzante di "Diamond Sea": venti minuti intensi e sfumati, quasi la colonna sonora di un sogno che abbraccia un'intera esperienza artistica e dimostra la grandezza di una band capace di utilizzare linguaggi differenti e di riuscire nella non agevole impresa di convogliare in forme fruibili suggestioni e sperimentazioni riconducibili all'intenso percorso della sua formazione musicale.

Sonic: The Hedgehog Sega

In parallelo con l'uscita di Washing Machine, la band dà l'avvio a una serie di produzioni parallele, sulla sua neonata etichetta Sonic Youth Recordings, improntata a finalità dichiaratamente più sperimentali, nelle quali dar libero sfogo alla voglia di percorrere nuovi itinerari musicali, ancora presente come lo era alle sue origini.

Questo ritorno allo spirito esplorativo iniziale più dal punto di vista concettuale che da quello strettamente musicale si evidenzia anche nel successivo A Thousand Leaves, che peraltro segue da presso le prime due produzioni targate SYR, Anagrama e Slaapkamers Met Slagroom. Nel maggio '97, non ancora diradati i vapori del doppio Washing Machine, i Sonic Youth pubblicano un enigmatico mini-cd cartonato, dal nome Anagrama SYR 1.

Secondo la critica si tratta di un ritorno duro e puro al passato del gruppo: un riappropriarsi delle origini e di quell'istinto lucido e sporco dei primi quattro album prima che l'acquiescenza pop dei vari Goo, Dirty ecc. Rimorso di coscienza o meno, Moore e soci si addentrano in questo cammino "oscuro" con spregiudicata determinazione. Simili, infatti, sono le ambizioni e le intenzioni: proporre suoni che inseriscano "il preesistente in un contesto inconsueto" per citare Vittorio Gelmetti e gettino luce su attrazioni inusuali e acute, indagando nelle pulsioni umane ataviche e inconsce.

Quattro improvvisazioni strumentali saggiano il terreno. Se l'atmosfera da zero gravitazionale della miniatura "Tremens" richiama il post-rock coevo, la lunga title track offre un riflessivo riepilogo delle sonorità del gruppo. Poi è la volta di oscillazioni di synth, loop di chitarra e rumore bianco in perlustrazione "Improvisation ajoutée", "Mieux- de corrosion" , a mostrare il lato più disturbante e astratto del nuovo corso. A fine estate '97 è la volta del secondo mini-cd: Slaapkamers Met Slagroom, sorta di continuum del precedente, ma costruito anche su idee strumentali poi in A Thousand Leaves.

La title track è una possibile replica noise della tortoisiana suite "Djed": introduce un riff di Thurston Moore fiancheggiato dalla batteria, ripetuto ad libitum; a seguire innesti di feedback e distorsori a innalzare un fragoroso vento kraut-rock sullo sfondo. Il baccano si accentua nel corso del brano a ricordare gli Stereolab più cosmici e ipnotici , tra drumming incalzante e gorghi chitarristici.

Il flusso orchestrale domina la scena fino al brusco spegnimento e passaggio al successivo "Stil", gorgo minimalista conteso da distorsioni di chitarra e percussioni celestiali. La band cesella poi "Herinneringen", minuzia percorsa da bizze vocali di Kim Gordon.

Il terzo episodio di questa serie parallela dà luogo alla prima collaborazione dei Sonic Youth col musicista chicagoano Jim O' Rourke, uno dei più ingegnosi talenti compositori per l'avanguardia e la sperimentazione rock degli ultimi vent'anni.


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