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TISYSTEM GRATIS SCARICA

Posted on Author Zulkizshura Posted in Sistema


    TiSystem è il software BTicino per il dimensionamento delle reti in bassa tensione e la progettazione Accedi a MyBTicino per scarica il software e documenti. Supporto clienti · Preventivazione gratuita · Servizi a pagamento · Formazione TiSystem. Software tecnico per la progettazione delle reti e dei quadri tecnici in. Mar 16, Tisystem chrisadamo.com marzo Choose the most popular programs from Design & Photo software. (See all). Bticino s.p.a. Review. oggi parliamo di TiSystem, il software BTicino per il dimensionamento delle reti in Scaricare l'archivio Tisystem (MEGA) (Password: apritisesamo); Avviare.

    Nome: tisystem gratis
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    Sistemi operativi: MacOS. iOS. Windows XP/7/10. Android.
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    Dimensione del file: 63.67 Megabytes

    Il programma aiuta e guida l'utente nelle diverse fasi di lavoro, a partire dalla raccolta dei dati iniziali, attraverso lo studio dello schema elettrico, la scelta degli apparecchi e dei cavi, il dimensionamento strutturale dei quadri, fino alla preventivazione delle apparecchiature ed alla presentazione su stampa dei risultati ottenuti. La nuova versione stata rivista rispetto alla precedente, introducendo molte nuove funzioni.

    Raccolta dati iniziali e inserimento dello schema elettrico Nella fase iniziale dello studio di un impianto elettrico il progettista deve raccogliere una serie di informazioni che sono essenziali al fine di scegliere lo schema elettrico di potenza pi adatto ed in seguito effettuarne il dimensionamento.

    Tra gli elementi da considerare in tale studio si ricordano i seguenti: - dati relativi alla tipologia dell'impianto e sua classificazione impianto elettrico in edifici residenziali, in luoghi di pubblico spettacolo, in locali adibiti ad uso medico, nei luoghi con pericolo di esplosione e di incendio, ecc.

    Nel primo caso sufficiente introdurre i valori di corrente di corto circuito trifase e fase-neutro all'origine dell'impianto, mentre nel secondo, una volta scelto lo schema della cabina M. Si disegna poi lo schema elettrico della rete specificando per ogni tratto di linea il tipo di circuito trifase con o senza neutro, fase-neutro, fase-fase , la lunghezza, la massima 3 caduta di tensione ammissibile e, nel caso di circuito terminale, la potenza dei carichi applicati.

    Una volta inseriti tutti gli input necessari al programma per la progettazione dell'impianto, TISYSTEM dimensiona la rete elettrica passando attraverso le fasi descritte nei paragrafi seguenti.

    Più Internet Download Manager 6. Accelerare i download fino a 5 volte, programma download, recuperare e riprendere i download interrotti. Il programma dispone di un acceleratore di download adattivo, Segmentazione dinamica file, tecnologia impostazioni ad alta velocità e … Altre informazioni Più VLC media player 3.

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    Descrizioni contenenti: bticino tisystem 5. Durante l'impostazione dei dati di progetto inoltre possibile richiedere l'utilizzo della protezione di back-up per la scelta degli apparecchi di protezione posti sulle linee terminali dei quadri: in tal modo, attraverso un opportuno coordinamento degli apparecchi, vengono selezionati interruttori con potere di interruzione inferiore alle correnti di corto circuito nel punto di installazione con conseguente riduzione dei costi.

    Collegata alla scelta delle apparecchiature l'analisi del grado di selettivit esistente tra i vari interruttori prescelti; il programma TISYSTEM ne consente una verifica immediata visualizzando il valore di corrente di corto circuito massima che assicura la selettivit per ogni coppia di interruttori in serie; il progettista, confrontando tale valore con quelli delle correnti di corto circuito, pu determinare quale grado di selettivit ottenuto. Altro aspetto di fondamentale importanza da osservare nella scelta delle apparecchiature la protezione dai contatti indiretti: il progettista deve impiegare apparecchiature che, in caso di guasto fase e massa, intervengano in modo sufficientemente tempestivo nel rispetto di quanto stabilito dalla normativa vigente.

    TISYSTEM, attraverso una corretta scelta degli interruttori ed un opportuno dimensionamento del conduttore di protezione, assicura per ogni tratto di linea nei sistemi TN dell'impianto la protezione dai contatti indiretti per i sistemi TT il programma impone l'utilizzo del differenziale ma compito del progettista verificare che la resistenza di terra abbia un valore tale da garantire l'intervento del dispositivo.

    Tisystem permette anche di inserire negli schemi dei quadri, apparecchiature diverse dagli interruttori contattori, fusibili, rel, ecc. In tal caso, l'utente pu creare dei propri archivi personalizzati di questi componenti, in modo che essi vengano poi individuati automaticamente dal programma, analogamente a quanto viene fatto per gli interruttori.

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    Visualizzazione curve d'intervento e delle curve I 2 t degli interruttori Il programma visualizza anche le curve d'intervento I-t degli interruttori permettendo la sovrapposizione delle stesse su un unico diagramma per relativi studi di coordinamento.

    Analogamente visualizza anche le curve I 2 t degli interruttori e le curve K 2 S 2 dei cavi al fine di verificarne la protezione in caso di corto circuito. Dimensionamento del conduttore di protezione e del neutro Il dimensionamento dei conduttori di protezione e di neutro pu comportare, in determinate condizioni e dopo opportune verifiche, l'impiego di sezioni di valore inferiore a quella dei rispettivi conduttori di fase.

    Per la loro scelta vengono molto spesso utilizzate delle tabelle che in funzione della sezione dei conduttori di fase danno direttamente il valore della sezione senza prendere in considerazione quelle che sono le reali caratteristiche del circuito elettrico in cui essi vanno inseriti; attraverso il loro uso si ottengono per dei valori che sono molto spesso sovradimensionati, e a volte anche sottodimensionati, rispetto ai valori ottimali.

    TISYSTEM impiega degli appositi algoritmi che, analizzando le caratteristiche della linea in esame e il tipo di apparecchio posto a sua protezione, calcolano le sezioni minime del neutro e del PE che garantiscono tutte le condizioni di protezione e sicurezza previste dalla normativa. Al progettista comunque offerta la possibilit di richiedere una sezione che non sia mai inferiore a met di quella dei conduttori di fase, verificando in ogni caso la correttezza di tale valore e nel caso provvedendo ad un opportuno aumento dello stesso.

    Circuiti ausiliari e gruppi di misura E' possibile completare i quadri inserendo i circuiti ausiliari e i gruppi di misura di cui l'operatore pu disegnare lo schema elettrico e associare la varia componentistica anch'essa memorizzabile in un archivio modificabile dall'utente.

    I circuiti ausiliari e gruppi di misura di uso comune possono essere salvati in un archivio generale in modo che l'utente possa importarli con un'unica operazione all'interno di nuovi quadri.

    Il software propone infatti per ciascun schema di quadro presente nel progetto, l'elenco delle carpenterie tra cui individuare la tipologia desiderata; da tale lista vengono automaticamente esclusi i modelli che non sono in grado di contenere per motivi dimensionali i componenti selezionati. Il programma provvede poi a guidare l'utente nel selezionare i corretti pannelli per le apparecchiature presenti nello schema e per il successivo inserimento delle stesse, realizzando il quadro attraverso il disegno della vista frontale dello stesso.

    Elenco materiale e preventivazione quadri Il programma permette di originare un file contenente l'elenco articoli che costituiscono ciascun quadro. Il programma TISYSTEM si occupa della progettazione degli impianti elettrici utilizzatori cos come definiti dalla norma Impianti di produzione, trasporto e distribuzione di energia elettrica Norme generali : "Impianto costituito dai circuiti di alimentazione degli apparecchi utilizzatori e delle prese a spina, comprese le relative apparecchiature di manovra, sezionamento, protezione, ecc.

    Si considera come origine dell'impianto utilizzatore il punto di consegna dell'energia elettrica all'impianto stesso, in genere da una rete di distribuzione pubblica". Con il termine sistema elettrico si intende invece una "parte di un impianto elettrico costituito dal complesso dei componenti elettrici aventi una determinata tensione nominale" art.

    Dei primi due trattati da Tisystem si richiamano le definizioni nel paragrafo successivo. In caso di guasto a terra, il circuito percorso dalla corrente si richiude attraverso il terreno, in quanto il neutro del sistema e la massa interessata dal guasto fanno a capo a dispersori separati; il valore della corrente di guasto pu essere molto contenuto.

    In caso di guasto a terra del sistema, il circuito percorso dalla corrente di guasto risulta costituito dai soli conduttori metallici, senza interessare l'impianto di dispersione a terra; il valore della corrente di guasto pu essere molto elevato. Si distinguono i seguenti tipi di sistemi TN, secondo la disposizione dei conduttori di neutro: TN-S: il conduttore di neutro e di protezione sono separati; TN-C-S: le funzioni di neutro e di protezione sono combinate in un solo conduttore in una parte del sistema; TN-C: le funzioni di neutro e di protezione sono combinate in un solo conduttore PEN.

    Tale scelta stata effettuata a causa dei limiti legati all'utilizzo del sistema TN-C: - sul conduttore PEN non devono essere inseriti dispositivi di sezionamento e di comando n organi di protezione che lo possono interrompere - il conduttore PEN deve essere isolato per la tensione nominale del sistema verso terra - vietato l'uso del sistema TN-C negli ambienti a maggior rischio in caso d'incendio e negli ambienti con pericolo d'esplosione - nel caso in cui si verifichi un'interruzione del PEN, la tensione verso terra pu assumere valori anche superiori alla tensione nominale del sistema senza che si abbia alcun intervento delle protezioni - l'utilizzo del PEN possibile solo per impianti fissi 13 1.

    Questo concetto si traduce nella disponibilit o non disponibilit del morsetto di centro stella; in altre parole, si pu realizzare il sistema TN in tutti i casi in cui sia possibile collegare al proprio impianto di terra locale il centro stella all'origine del sistema.

    Per contro quando il centro stella del sistema collegato a terra in una cabina di trasformazione non controllabile dall'utente, il sistema non pu essere che TT; questo il caso di alimentazione direttamente collegata alla rete pubblica di I categoria. Nel caso di sistema TT il software, per caratterizzare la rete a monte del punto di consegna, richiede i valori delle correnti di corto circuito trifase e fase-neutro nel punto di origine del sistema [par.

    Nel caso di sistema TN i dati da inserire sono invece il valore di potenza di corto circuito nel punto di consegna dell'energia e i dati caratteristici del trasformatore M. Se non si effettua un'attenta analisi della condizione in esame si pu incorrere in errori di diverso tipo: - sottodimensionamento della conduttura sezione troppo piccola : come conseguenza comporta una riduzione di vita del cavo oppure una caduta di tensione di valore troppo elevato - sovradimensionamento della conduttura sezione troppo grande : in questo caso il cavo prescelto, pur permettendo un corretto funzionamento dell'impianto, richiede degli aggravi economici del tutto ingiustificati, abbinati a dei maggiori ingombri e a maggiori difficolt di posa.

    I valori di corrente di corto circuito nelle linee derivate risultano inoltre pi elevati con conseguente necessit di utilizzare apparecchi di protezione con poteri di interruzione superiori e perci pi costosi.

    Al fine di scegliere la sezione ottimale del conduttore in ciascun tratto di linea necessario considerare molti fattori, i principali dei quali sono: la corrente d'impiego, la massima caduta di tensione ammissibile, il tipo di posa, il tipo di isolante, la temperatura ambiente. Attraverso l'inserimento di tali dati TISYSTEM provvede automaticamente a determinare, la sezione ottimale dei conduttori: l'operatore pu comunque impostare direttamente un determinato valore di sezione e richiedere al programma un semplice controllo al fine di verificare se la portata e la caduta di tensione conseguenti sono compatibili con la linea in esame.

    Portate di corrente in regime permanente per posa in aria. Per i tipi di posa non previsti da tale norma e per alcuni valori di grande sezione non riportati, stata impiegata la norma IEC "Wiring systems. Current-carrying capacities". Per un corretto dimensionamento delle condutture e per la scelta e il coordinamento degli apparecchi di manovra e protezione bisogna valutare la "corrente d'impiego" I b cio la quantit di corrente che la linea destinata a trasportare per soddisfare le necessit dei carichi.

    La norma art. In regime permanente la corrente d'impiego corrisponde alla pi grande potenza trasportata dal circuito in servizio ordinario tenendo conto dei fattori di utilizzazione e di contemporaneit. In regime variabile si considera la corrente termicamente equivalente, che in regime continuo porterebbe gli elementi del circuito alla stessa temperatura.

    Il concetto di "permanente" fa dunque riferimento alla costante di tempo termica dei singoli elementi conduttori. Tale costante, per i cavi, pu variare indicativamente dal minuto alle ore, passando dalle sezioni minori alle maggiori. L'elemento discriminante per queste valutazioni la minore costante di tempo termica fra quelle degli elementi costituenti il circuito; in generale si tratta delle condutture, ma non pu escludersi che altri elementi risultino pi critici a questo riguardo.

    Si noti che la norma fa infatti riferimento genericamente agli "elementi" del circuito. Al fine di determinare la corrente d'impiego TISYSTEM opera nel modo seguente: a linee terminali Il programma richiede i dati caratteristici dei carichi collegati al tratto di linea di cui si vuole dimensionare il conduttore [par.

    Il programma determina inoltre: a il valore di un cos equivalente della linea, uguale al rapporto tra la potenza attiva e la potenza apparente transitante b il valore della corrente dimpiego I b determinato come valore pi elevato tra il valore delle correnti circolanti nelle tre fasi 2.

    Questa grandezza dipende da tre differenti fenomeni fisici presenti nella conduttura: - termico il cavo si scalda per effetto joule a causa della corrente che lo attraversa - elettrico si ha una caduta di tensione nel cavo dipendente dall'impedenza dello stesso e dalla corrente I b - meccanico i cavi sono sottoposti durante l'installazione a sforzi di trazione e flessione Tali fenomeni vengono analizzati nei tre paragrafi successivi.

    Tale relazione nasce dalla considerazione che ciascun tipo di isolante caratterizzato da una temperatura massima di esercizio che non pu essere superata durante le normali condizioni di funzionamento, previo una riduzione di vita del materiale. Diventa perci di fondamentale importanza lo studio del legame esistente tra la corrente che si stabilisce in un conduttore e la temperatura di regime che esso assume quando il sistema in equilibrio termico.

    Quando il cavo viene attraversato da una generica ma costante corrente dopo una fase transitoria in cui parte del calore prodotto per effetto Joule nella resistenza del conduttore viene immagazzinato nel cavo con conseguente riscaldamento dello stesso, si ha una successiva condizione di regime termico nella quale la temperatura si mantiene costante e il calore prodotto viene interamente dissipato nell'ambiente. Da tali considerazioni discende che, nota la temperatura massima ammissibile in regime permanente per un certo tipo di isolante, si determina quale sia la potenza massima dissipabile RI e da questa il valore di corrente sopportabile dal cavo, cio la sua portata.

    Lo studio del fenomeno fisico ora esposto risulta in realt molto complesso poich il valore della portata risulta influenzato, pur a parit di sezione e isolante, da altri fattori quali: a tipo di posa del cavo da cui dipende il valore di conduttanza termica che regola lo scambio di calore con l'ambiente ; ad esempio un cavo in tubo o canale posato in cunicolo chiuso riesce a smaltire meno calore di quanto non faccia lo stesso cavo se posato in tubo o canale interrato e perci a parit di corrente si porter a temperatura maggiore o, per meglio dire, a parit di temperatura massima deve essere attraversato da una corrente minore.

    Le principali informazioni che il programma richiede per effettuare la scelta della sezione del conduttore da utilizzare in ciascun tratto di linea sono [par.

    Per tale motivo si deve verificare che la caduta di tensione lungo la linea non assuma valori troppo elevati. I limiti di variazione della tensione sono diversi a seconda del tipo di impianto realizzato e della natura del carico alimentato. Si ricorda inoltre che per macchine sottoposte ad avviamenti che danno luogo ad elevate correnti di spunto, la caduta di tensione sull'utilizzatore deve essere mantenuta entro valori compatibili con il buon funzionamento della macchina anche durante l'avviamento.

    Il programma richiede all'operatore quale la massima caduta di tensione ammissibile [par. Al contrario il programma non impone alcuna condizione sul valore di caduta di tensione massima totale dell'impianto sommatoria della caduta di tensione nei singoli tratti di linea ; ci comporta che questa grandezza pu assumere valori intollerabili. In tal modo il progettista, diminuendo i valori massimi ammissibili nei singoli tratti di linea, riporta la caduta di tensione totale al di sotto del limite desiderato.

    Ricava poi la caduta di tensione attraverso l'impedenza del conduttore cos determinato e, se il valore trovato supera il valore impostato, continua ad aumentare la sezione del cavo in modo da ridurre i valori di resistenza e reattanza unitarie e perci diminuire la caduta di tensione fino a rientrare nel limite prefissato.

    Per impianti di uso generale la sezione minima da usare pari a 1. Il programma impone una sezione minima dei conduttori pari a 1. Quando necessario utilizzare, per le fasi, un cavo di sezione superiore ai mm, il programma passa automaticamente a considerare due o pi conduttori in parallelo di sezione opportuna mm tali da soddisfare comunque i requisiti di portata e caduta di tensione massima.

    L'utilizzo di pi conduttori in parallelo di sezione non superiore a mm comunemente impiegato nella pratica impiantistica al fine di facilitare le operazioni di installazione che diventano difficoltose per conduttori di sezione elevata a causa delle dimensioni, del peso e della rigidezza.

    Se per a causa della presenza di un interruttore di elevata corrente nominale o di condizioni di posa particolarmente gravose necessario impiegare pi di 6 cavi del mm in parallelo, allora il programma, per evitare l'impiego di un numero di cavi troppo elevato, passa automaticamente a scegliere anche conduttori di sezione fino al mm. L'operatore pu comunque imporre delle sezioni diverse da quelle che verrebbero automaticamente determinate dal software, digitando direttamente il valore desiderato ad esempio pu impiegare singoli conduttori di sezione superiore a mm [par.

    Mediante la funzione di Verifica invece possibile avere la segnalazione a video dei cavi di sezione inadeguata: in tal caso i programma interrompe loperazione di controllo e aspetta una modifica da parte dellutente dei dati impostati. La gestione avviene in maniera differente rispetto ai cavi in cui il programma che effettua automaticamente la ricerca della sezione pi idonea in quanto non esistono delle tabelle nazionali o internazionali che legano tra loro i valori di sezione, portata e impedenza per le blindosbarre.

    Pertanto l'utente stesso che costruisce un archivio generale in cui memorizza vari sistemi di blindosbarre assegnandogli un nome e specificandone, per fase, neutro e protezione i rispettivi valori di portata e impedenza resistenza e reattanza.

    Quando si desidera impiegare una blindosbarra sufficiente richiamare tale l'archivio e selezionare nell'elenco a disposizione quella desiderata se essa non presente la si crea. Per le condutture di barre prefabbricate TISYSTEM si limita a verificare che abbiano portata sufficiente e che la caduta di tensione sia inferiore al valore massimo imposto.

    Qualora queste due condizioni non risultassero verificate, il programma interrompe l'operazione di calcolo e si ha segnalazione di errore.

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    L'utente dovr intervenire modificando i dati impostati cambio blindosbarra, aumento massima c. Il corto circuito l'evento in grado di originare le maggiori sollecitazioni di tipo termico e dinamico e di conseguenza deve essere interrotto nel pi breve tempo possibile.

    Le sollecitazioni termiche dipendono dall'energia sviluppata dalla corrente di corto circuito nell'elemento considerato e determinano, oltre ad una riduzione di vita dei materiali isolanti, vari fenomeni dannosi quali rammollimento dei materiali termoplastici, fragilit dei materiali termoindurenti, fusione di saldature dolci, ecc.. Le sollecitazioni dinamiche dipendono prevalentemente dal valore di cresta della prima onda di corrente e in maniera minore dalle successive; esse sottopongono i conduttori a forze di repulsione e attrazione.

    Per scegliere in modo appropriato le apparecchiature di protezione si deve determinare correttamente l'entit delle correnti di corto circuito nei vari punti dell'impianto e nelle condizioni pi sfavorevoli di guasto. Tale analisi va effettuata per le situazioni estreme, corrispondenti rispettivamente al calcolo della corrente di corto circuito massima nel punto di origine di ogni conduttura e quella minima al suo termine in corrispondenza dei morsetti di collegamento al successivo elemento della rete o dei morsetti di collegamento al carico.

    La corrente di corto circuiti massima in un sistema trifase si ha per corto circuito trifase nel punto di origine della conduttura; la sua conoscenza indispensabile per stabilire il potere di interruzione del dispositivo di protezione.

    La corrente di corto circuito minima si ha per guasto fase-fase o fase-neutro se il neutro distribuito o per guasto fase-massa nel punto della conduttura pi lontano dall'origine: la sua conoscenza richiesta per la verifica del corretto intervento delle protezioni in corrispondenza di tali valori di corrente. A riguardo della corrente di corto circuito minima si rammenta che la norma si limita a considerare il caso di guasto franco, cio con impedenza del guasto trascurabile: ci giustificato dall'esigenza normativa di considerare situazioni ben individuabili.

    Quando si verificano guasti non franchi ad esempio in presenza di arco elettrico o per guasti che interessano parte degli avvolgimenti di macchine elettriche la corrente di corto circuito pu essere inferiore a quella precedentemente citata, ma non possibile determinarne a priori il valore essendo sconosciuta l'impedenza di guasto.

    La conduttura comunque protetta contro tale tipo di guasto se presente anche la protezione da sovraccarico [par. L'andamento della corrente di corto circuito negli istanti immediatamente successivi al corto circuito costituito dalla sommatoria di due termini: - una componente simmetrica ad andamento sinusoidale che rappresenta la condizione di funzionamento a regime - una componente unidirezionale transitoria il cui andamento dipende dal fattore di potenza del circuito e dall'istante in cui avviene il guasto.

    Poich il potere nominale d'interruzione su corto circuito, in corrente alternata, espresso dal valore efficace della componente alternata della corrente di corto circuito presunta d'interruzione, le formule utilizzate dal programma determinano solo la componente simmetrica della corrente di guasto, trascurando quella unidirezionale.

    Il calcolo delle correnti di corto circuito sicuramente una delle fasi di progettazione in cui l'utilizzo di opportuno software risulta essere di maggior aiuto al progettista. Infatti, pur con l'impiego di metodi semplificati di calcolo, la determinazione delle correnti di corto circuito richiede tempi elevati qualora tali valori vengano ricavati "manualmente".

    Con l'utilizzo di un calcolatore si ha il duplice vantaggio di ottenere i valori desiderati in tempi brevissimi e utilizzare formule elettrotecniche esatte. Il programma fornisce, per ciascun tratto di linea del sistema, i seguenti valori allinizio e alla fine della stessa: - corrente di corto circuito massima - corrente di corto circuito massima fase-neutro o fase-fase se il neutro non distribuito - corrente di corto circuito minima fase-neutro o fase-fase se il neutro non distribuito - corrente di corto circuito massima fase-conduttore di protezione solo nel caso di sistema TN - corrente di corto circuito minima fase-conduttore di protezione solo nel caso di sistema TN 3.

    L'impedenza si pu considerare prevalentemente reattiva senza commettere errori apprezzabili.

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    Il valore di tale reattanza, riportata al secondario del trasformatore lato B. Ci porta a determinare dei valori di corrente di corto circuito superiori di quelli reali ma generalmente accettabili. Il programma richiede l'inserimento della A cc espressa in MVA da cui ricava il valore della X m [par. Il valore totale dell'impedenza della linea dal secondario del trasformatore fino al punto di guasto dato dalla sommatoria vettoriale delle impedenze di tutti i singoli tratti di linea.

    Il software richiede, come valore per caratterizzare la rete a monte, i valori della corrente di corto circuito trifase I cco tr e della corrente di corto circuito fase-neutro I cco f-n nel punto di origine del sistema [par.

    A questo punto il calcolo delle correnti procede come per il sistema TN considerando oltre alle impedenze Z of e Z ofn , l'impedenza Z l della linea di distribuzione [par. Il programma non considera il caso di corto circuito tra fase e conduttore di protezione in quanto le correnti di guasto si richiudono attraverso terra.

    Pertanto se la linea sede del guasto costituita da cavi in parallelo per i conduttori di fase, neutro e PE, si considerano nel calcolo guasti che coinvolgono tutti i conduttori situazione a cui corrisponde l'impedenza di guasto minima e di conseguenza la corrente di guasto massima. Per analoga ragione se si hanno pi trasformatori in parallelo, si esamina una condizione di funzionamento in cui tutti i trasformatori contribuiscono alle correnti di guasto.

    I valori di I cc minima [F-N F-F e F-PE] allinizio e alla fine della linea sono invece calcolati nelle condizioni che originano i pi bassi valori di corrente di corto circuito. Pertanto se la linea sede del guasto costituita da cavi in parallelo per i conduttori di fase, neutro e PE, si considerano nel calcolo alla fine della linea guasti che coinvolgono un solo conduttore situazione a cui corrisponde l'impedenza di guasto massima e di conseguenza la corrente di guasto minima.

    Per analoga ragione se si hanno pi trasformatori in parallelo, si esamina una condizione di funzionamento in cui un solo trasformatore contribuisce alla corrente di guasto. Se si verifica un corto circuito in un punto qualunque del sistema elettrico di alimentazione del motore, questo diventa per un certo tempo un generatore che trasforma l'energia cinetica accumulata in energia elettrica che alimenta esso stesso il corto circuito con la propria corrente di guasto: tale valore di corrente deve essere sommato a quella fornita dalla rete di alimentazione per calcolare il valore complessivo della corrente di corto circuito.

    Nel caso di motori asincroni, che costituiscono la maggioranza dei motori elettrici in corrente alternata, lo smorzamento delle correnti rotoriche che sostengono il campo magnetico rotante durante il corto circuito molto rapido e di conseguenza la corrente si esaurisce rapidamente dopo alcune decine di millisecondi. Il contributo alla corrente totale di guasto da parte dei motori presenti sull'impianto pu incidere in modo sensibile particolarmente nel calcolo dei valori massimi della corrente di corto circuito, nella scelta dei poteri nominali degli apparecchi di protezione e nella valutazione dei massimi sforzi elettrodinamici che interessano i conduttori e i componenti dell'impianto interessati dalla corrente di guasto.

    Poich le configurazioni delle reti elettriche rendono complesso il calcolo dei contributi dei singoli motori, si adottato nel programma il seguente metodo semplificato [par.

    Il programma TISYSTEM aiuta il progettista nella scelta delle apparecchiature di comando e protezione al fine di assicurare la protezione dalle sovracorrenti e dai contatti indiretti.

    Per ogni tratto di linea il programma sceglie automaticamente l'interruttore pi opportuno attraverso l'utilizzo di archivi nei quali sono stati memorizzati i vari tipi di interruttori BTicino con i relativi dati tecnici.

    L'operatore ha varie possibilit al fine di effettuare la scelta pi rispondente alle proprie esigenze: - esclusione, a livello di singolo quadro, di determinati interruttori dalla lista degli apparecchi tra cui il software effettua la ricerca [par. Il problema della protezione dai sovraccarichi delle condutture quindi, per gli impianti elettrici in bassa tensione, essenzialmente un problema termico: si devono limitare le correnti in modo tale che il cavo non raggiunga, per effetto Joule, temperature tanto elevate da compromettere l'integrit e la durata dell'isolante; il danno che l'isolante pu subire non dipende ovviamente solo dalle temperature raggiunte ma anche e soprattutto dalla durata della sollecitazione termica.

    Per corrente di sovraccarico di una conduttura si intende qualsiasi corrente che risponda ai due seguenti requisiti: - percorre un circuito elettricamente sano - supera il valore della portata I z della conduttura considerata All'art. Mentre la prima deve essere sopportata dalla conduttura senza provocare l'intervento delle protezioni, la seconda deve essere necessariamente interrotta se supera determinati valori di intensit e durata.

    La relazione 1 formata da tre disequazioni: a la portata della conduttura deve essere maggiore o quanto meno uguale alla corrente d'impiego; si gi visto al par.

    Ne consegue 36 che per qualunque interruttore costruito secondo tali norme, risulta automaticamente soddisfatta la relazione: I I f z 1 In tal modo se la corrente che percorre il conduttore assume, durante il normale funzionamento, un valore leggermente superiore alla I b prevista, non si ha lo scatto dell'interruttore e perci si garantisce una maggiore continuit di servizio.

    Inoltre, tenendo presente che la portata della conduttura viene determinata in modo da essere sempre maggiore della corrente nominale, attraverso la 2 sempre presente anche una differenza tra i valori di I b e I z. Questo margine di sicurezza corrisponde ad un concreto criterio impiantistico in quanto si vuole garantire che la corrente di impiego, non sempre di facile valutazione, possa comunque aumentare leggermente il suo valore rispetto a quello previsto in fase di progettazione, senza provocare il superamento della temperatura massima consentita dal cavo.

    Ovviamente la scelta 2 pu comportare dei costi maggiori sia per quanto riguarda l'interruttore che i cavi. Si riporta di seguito una tabella con il range di corrente d'impiego all'interno del quale viene selezionato un certo valore di corrente nominale nel caso di scelta 2.

    Si osserva infine che in questa fase viene scelta solo la corrente nominale dell'interruttore magnetotermico ma non ancora l'articolo prescelto in quanto questo viene poi determinato in modo da assicurare anche la protezione dai corti circuiti. Il corto circuito va interrotto in tempi brevissimi, durante i quali sono ammesse delle temperature maggiori di quelle consentite nelle normali condizioni di esercizio in caso di corto circuito si ammette una temperatura massima di C per cavi in PVC e di C per cavi in EPR.

    Al cap. L'energia specifica una grandezza introdotta dalle Norme per valutare l'entit dell'energia termica specifica lasciata passare dal dispositivo di protezione durante il corto circuito. Dimensionalmente non una grandezza fisicamente indicativa As ma lo diventa quando moltiplicata per la resistenza dell'elemento interessato, determinando cos l'energia sviluppata dalla corrente di corto circuito all'interno di esso.

    Il termine KS rappresenta il massimo valore di energia specifica che il cavo in grado di sopportare, supponendo un funzionamento adiabatico. Tale valore, moltiplicato per la resistenza del conduttore, determina il calore che, dissipato per effetto joule nel conduttore, porta il cavo alla massima temperatura ammissibile in caso di corto circuito pari a 70C per cavi con isolamento in PVC e a 90C per cavi in EPR. La formula 2 esprime chiaramente che se l'integrale di Joule lasciato passare dal dispositivo di protezione non supera il valore KS ammesso dal conduttore la protezione assicurata in quanto la temperatura del cavo si mantiene inferiore al massimo valore ammissibile.

    Il termine KS risulta composto da due termini: - S sezione del conduttore [mm] - K coefficiente che tiene conto del materiale conduttore e delle caratteristiche termiche dell'isolante; funzione di vari parametri quali: calore specifico medio del materiale conduttore resistivit del materiale conduttore temperatura iniziale e finale del conduttore La norma riporta i valori da assumere per il coefficiente K per i vari tipi di cavo; essi sono: - per i cavi in rame isolati in PVC - per i cavi in rame isolati in EPR - 76 per i cavi in alluminio isolati in PVC - 94 per i cavi in alluminio isolati in EPR Se la protezione da corto circuito viene effettuata mediante interruttori con sola protezione magnetica, al fine di verificare la 2 , si traccia sul diagramma It - I cc dell'interruttore la retta corrispondente al KS del cavo: 40 i due punti di intersezione individuano i punti I a e I b.

    Per correnti di corto circuito comprese tra questi due valori il cavo protetto mentre per valori esterni non si ha protezione in quanto l'energia specifica che l'interruttore lascerebbe passare superiore a quella sopportabile dal cavo. Al fine di avere una protezione totale dai corto circuiti perci necessario che risulti: cc a I I min cc b I I max 3 essendo I cc min e I cc max rispettivamente la minima e la massima corrente di corto circuito presunta al termine e all'inizio della conduttura.

    Nel caso di linea protetta solo da interruttore magnetico, una volta fissata la sezione dei cavi e il tipo di apparecchio posto a protezione, viene implicitamente imposto anche un vincolo alla lunghezza massima della linea da proteggere; infatti all'aumentare della lunghezza della conduttura necessariamente diminuiscono i valori di corto circuito per guasto in fondo la linea, quando tali valori raggiungono I a non possibile allungare ulteriormente il cavo previo un mancato intervento del rel magnetico.

    Se invece la linea protetta da un interruttore magnetotermico che pertanto garantisce la protezione anche nel caso di sovraccarico, necessario effettuare solo la verifica della I cc max nella formula 3 in quanto per qualsiasi corrente di corto circuito per guasto all'estremit della linea di valore tale da non provocare l'intervento del rel magnetico, la linea comunque protetta dal rel termico: Si osservi infine che la presenza di un dispositivo di protezione contro i sovraccarichi protegge la linea anche nel caso di corto circuito con impedenza di guasto non nulla e perci con valori di corrente che possono non provocare l'intervento del rel magnetico.

    Il software TISYSTEM, poich impiega sempre e soltanto interruttori magnetotermici o magnetotermici differenziali, al fine di soddisfare la relazione 2 , verifica esclusivamente che la I cc max sia inferiore alla I b. Ci avviene quando il guasto non coinvolge tutti i conduttori e pertanto la corrente di corto non si distribuisce equamente tra tutti i cavi come invece avviene nel caso di sovraccarico.

    Per meglio chiarire la problematica si fa un semplice esempio; si supponga di avere un interruttore magnetotermico con corrente nominale di A che protegge 3 cavi in parallelo per fase di sezione mm.

    La portata dei cavi in parallelo di A e pertanto la protezione da sovraccarico soddisfatta. Considerando per che il singolo conduttore porta singolarmente A, se si dovesse verificare un guasto che interessa un solo cavo e che origina una corrente di corto circuito di valore compreso tra A e A, il conduttore non risulterebbe correttamente protetto dal corto circuito.

    La norma all'art. Nella nota all'articolo viene aggiunto "Si deve tenere conto delle condizioni che potrebbero presentarsi nel caso di cortocircuiti che non interessino tutti i conduttori. Sono allo studio prescrizioni particolareggiate al riguardo.

    Per tale motivo TISYSTEM, anche nel caso di dimensionamento di cavi in parallelo per i conduttori di fase, verifica se garantita la protezione da corto circuito analizzando solamente i valori di corrente di guasto massima, cos come fa nel caso di un singolo conduttore per fase, secondo le stesse modalit gi analizzate al paragrafo precedente.

    Il progettista pu comunque facilmente verificare se i cavi sono protetti anche nel caso in cui si ipotizzi un guasto in fondo alla linea dove un solo conduttore di fase sia percorso dalla corrente di guasto in quanto i valori di corrente di corto circuito minimi in fondo alla linea visualizzati dal programma [par. I metodi di protezione contro i contatti indiretti sono classificati come segue: a protezione mediante interruzione automatica dell'alimentazione b protezione senza interruzione automatica del circuito doppio isolamento, separazione elettrica, locali isolati, locali equipotenziali c alimentazione a bassissima tensione TISYSTEM garantisce la protezione dai contatti indiretti verificando per ogni linea l'intervento delle protezioni nei tempi stabiliti dalla normativa [punto a ].

    Quando il dispositivo di protezione un dispositivo di protezione a corrente differenziale, I a la corrente nominale differenziale I n. Quando il dispositivo di protezione un dispositivo di protezione contro le sovracorrenti, esso deve essere: - un dispositivo avente una caratteristica di funzionamento a tempo inverso, ed in questo caso I a deve essere la corrente che ne provoca il funzionamento automatico entro 5 s - un dispositivo con una caratteristica di funzionamento a scatto istantaneo ed in questo caso I a deve essere la corrente minima che ne provoca lo scatto istantaneo.

    Da ci deriva che il valore di R t risulta notevolmente diverso impiegando interruttori magnetotermici o differenziali. Infatti con i primi si richiedono valori di resistenza di terra molto bassi, anche inferiori all'ohm, mentre per i secondi si possono realizzare impianti di terra con resistenza anche dell'ordine del migliaio di Ohm.

    Considerando la grande difficolt per ottenere e mantenere nel tempo livelli di R t cos bassi da garantire la protezione con interruttori automatici magnetotermici, l'impiego del differenziale diventa pressoch indispensabile. Per tale motivo il programma impone, per la protezione delle linee nei sistemi TT, l'utilizzo dei differenziali: essi devono essere posti all'interno di ciascun quadro in modo che le linee in uscita da esso siano tutte protette.

    L'operatore pu scegliere a quali interruttori magnetotermici abbinare i differenziali: pu inserire ad esempio un differenziale sull'interruttore in ingresso fig. Ci non significa che la protezione dai contatti indiretti sicuramente soddisfatta in quanto il programma non conosce il valore della resistenza di terra e perci non pu verificare la 1.

    incompatibile Bticino tisystem 5.1 aggiornato all'ultima release marzo 2010

    Sar compito del progettista accertare che risulti vera la relazione: R I t Per attuare la protezione mediante dispositivi di massima corrente a tempo inverso o dispositivi differenziali si richiede soltanto che sia soddisfatta, in qualsiasi punto del circuito, la condizione art.

    Poich nei sistemi TN un guasto franco a massa si traduce in un corto circuito in quanto la corrente di guasto percorre i conduttori di fase e di protezione non interessando in pratica l'impianto di terra [par. Si deduce pertanto che se la 5 soddisfatta necessariamente verificata anche la 2 e quindi garantita la protezione contro i contatti indiretti la protezione anzi molto pi efficace perch l'intervento delle protezioni normalmente in tempi inferiori ai 0,2 secondi [dell'ordine dei centesimi di secondo se non si usano apparecchi selettivi].

    Se la 5 non invece verificata, il programma aumenta la sezione del conduttore di protezione questo comporta una riduzione dell'impedenza di guasto e pertanto una I cc f- 45 pe min di valore maggiore ; se la sezione del PE raggiunge quella del conduttore di fase e la 5 non ancora verificata, il software impone allora l'impiego del differenziale.

    Prima di avviare l'operazione di calcolo l'utente pu diminuire la soglia di intervento del rel magnetico ovviamente per gli apparecchi in cui regolabile. Il programma impiega per default il valore massimo di corrente di intervento ma l'utente pu diminuire tale valore imponendone uno qualunque scelto all'interno del range di regolabilit.

    In tal caso la verifica della 5 sar ovviamente effettuata utilizzando il valore inserito. Ulteriori informazioni riguardo a tale problematica sono riportati al par. Ci comporta la necessit, in caso di guasto, di poter escludere dalla rete solo la linea o la parte di impianto interessata dal guasto, senza contemporaneamente porre fuori servizio anche la rimanente parte elettricamente sana.

    In un impianto elettrico sono quasi sempre presenti pi apparecchi di protezione posti in serie e perci tutti i dispositivi a monte del punto di guasto risultano essere attraversati dall'eventuale corrente che ne deriva; ci nonostante non auspicabile che si abbia l'intervento del dispositivo pi a monte con la conseguente disalimentazione di tutti i circuiti derivati compresi quelli in grado di funzionare senza problemi.

    Da ci deriva il concetto di selettivit di un impianto elettrico con cui si intende il coordinamento dei dispositivi di protezione in modo tale che il guasto che si verifichi in un punto qualsiasi della rete possa essere eliminato dall'apparecchio di protezione immediatamente a monte del guasto, e solamente da esso. Considerando due apparecchi in serie, la selettivit totale se realizzata per ogni valore di sovracorrente, oppure parziale quando si accetta che l'intervento del solo dispositivo di protezione a valle si verifichi fino ad un determinato valore della sovracorrente, mentre per valori superiori si ammette l'intervento di entrambi le protezioni.

    Il caso di due interruttori in serie tra loro il pi frequente nell'attuale tecnica impiantistica di bassa tensione, sia che i due interruttori si trovino nello stesso quadro un interruttore come generale di quadro ed uno sulla partenza , sia che si trovino in quadri diversi caso di impianti aventi pi quadri di distribuzione in serie tra loro. Tale situazione l'unica gestita dal programma il quale prevede l'inserimento di un interruttore in ogni tratto di linea e di conseguenza l'unica che verr di seguito analizzata.

    Per valutare il comportamento selettivo tra interruttori automatici magnetotermici necessario considerare separatamente il funzionamento dello sganciatore termico da quello dello sganciatore magnetico; per tale motivo nei paragrafi seguenti si distinto tra selettivit per sovraccarico e per corto circuito. Tenendo presente che gli sganciatori termici hanno tempi propri d'intervento molto maggiori del tempo di sgancio e del tempo di estinzione dell'arco, per sovracorrenti che interessano gli sganciatori termici di entrambi gli interruttori la selettivit certa se la zona d'intervento tempo-corrente dell'apparecchio a monte completamente al di sopra della zona di intervento di quello a valle.

    Affinch ci si verifichi normalmente sufficiente che l'interruttore a monte abbia una corrente nominale almeno doppia di quella dell'interruttore a valle fig. Infatti per interrompere elevate correnti di corto circuito lo sganciatore magnetico interviene in un tempo estremamente breve: da ci deriva che tutti gli interruttori posti a monte del punto di guasto e perci attraversati dalla corrente di corto circuito, possono intervenire se tale corrente supera quella di intervento dei rel magnetici.

    Al fine di evitare tale problema si pu operare nel modo seguente: Selettivit amperometrica I valori delle correnti di intervento degli sganciatori magnetici sono in generale proporzionali alla corrente nominale degli interruttori: se due apparecchi hanno correnti nominali diverse i valori di corrente che provocano l'intervento della protezione magnetica assumono anch'essi dei valori tra loro differenti fig.

    In questo caso per valori di corrente di corto circuito inferiori a I mA si ha selettivit in quanto l'interruttore a monte interverrebbe per mezzo dello sganciatore termico e perci con tempi molto pi lunghi di quelli necessari all'interruttore a valle per aprire la linea.

    Al fine di conseguire una selettivit totale l'interruttore a monte deve avere una soglia di intervento magnetico I mA superiore al massimo valore della corrente di corto circuito che pu verificarsi nel tratto di conduttura protetta dall'interruttore a valle.

    Selettivit cronometrica Nei casi in cui la selettivit amperometrica non pu essere realizzata si pu ricorrere alla selettivit cronometrica. In tal caso si agisce sui tempi di intervento del rel magnetico degli apparecchi ritardando il comando di scatto dell'interruttore a monte, tramite un ritardo di tempo sufficiente a garantire che l'interruttore a valle apra il circuito prima che lo sganciatore a monte riceva il comando di apertura.

    Sembrerebbe allora che, con meccanismi molto semplici, sia possibile ottenere un buon comportamento selettivo degli interruttori; in realt utilizzando la selettivit cronometrica nascono delle difficolt di ordine tecnico.

    Se si indica con t il tempo di ritardo intenzionalmente introdotto, l'energia specifica passante propria di un interruttore subisce un incremento pari almeno a I cc t. Tale incremento pu , in funzione dei valori di I cc e t, corrispondere a quantitativi di energia 48 specifica passante che sono sopportabili solo da interruttori molto robusti e voluminosi e da linee di una certa sezione.

    Selettivit con interruttori limitatori La selettivit amperometrica una diretta conseguenza dei valori delle correnti di corto circuito e di intervento dei rel magnetici mentre la selettivit cronometrica esternamente imposta attraverso un opportuno ritardo di tempo nello sgancio del rel a monte; si deve per aggiungere che nel caso di corto circuito con corrente tale da agire attivamente su entrambi gli sganciatori elettromagnetici dei due interruttori collegati in serie, si pu verificare che a causa dei diversi valori di corrente nominale dei due apparecchi, le masse inerziali degli sganciatori sono differenti con la conseguenza che l'interruttore a valle, pi piccolo e spesso pi veloce, interviene anticipando l'apertura rispetto all'interruttore a monte che rimane chiuso: in questo caso si ha pertanto un comportamento selettivo del sistema di protezione, determinato dalle caratteristiche dinamiche degli sganciatori.

    Un ulteriore miglioramento si ha con l'ausilio della limitazione di corrente e pi precisamente con l'utilizzo a valle di interruttori limitatori, in quanto possibile garantire la selettivit con l'interruttore a monte, non limitatore, anche per elevate correnti di corto circuito. In questo caso il valore di corrente per cui garantita la selettivit pu essere molto pi elevato del valore di intervento del rel magnetico dell'interruttore a monte che corrisponderebbe anche al valore limite di selettivit nel caso in cui l'interruttore a valle non fosse limitatore.

    Ci pu dipendere fondamentalmente dai tre seguenti motivi: - il potere limitatore dell'apparecchio a valle limita drasticamente il valore di picco della corrente presunta di corto circuito sicch la soglia di sgancio dell'apparecchio a monte non viene superata - l'energia lasciata passare dall'interruttore a valle non ha un valore sufficiente ad energizzare lo sganciatore magnetico dell'apparecchio a monte in modo che possa essere completata la corsa di sgancio - l'energia specifica passante quantitativamente sufficiente ma l'effetto limitatore "arrotonda" l'impulso rendendolo non idoneo a vincere la reazione meccanica generata dal movimento di sgancio attrito 5.

    Per tale motivo i costruttori forniscono una serie di tabelle nelle quali riportano per le varie coppie di interruttori il limite di selettivit ovverosia il valore di corrente di corto circuito oltre il quale entrambi gli interruttori possono intervenire. In questo caso le caratteristiche dei due dispositivi devono essere coordinate in modo che l'energia che essi lasciano passare non superi quella che pu essere sopportata senza danno dal dispositivo situato a valle e dalle condutture protette da questi dispositivi.

    La protezione di back-up offre quindi la possibilit di installare a valle interruttori con prestazioni inferiori a quelle normalmente richieste, con conseguente riduzione dei costi; un interruttore perci pu diventare idoneo ad interrompere correnti di corto circuito superiori al suo potere d'interruzione nominale se a monte installato un altro apparecchio di protezione che apre contemporaneamente il circuito. Infatti l'apertura in serie di due contatti favorisce lo spegnimento dell'arco e riduce sensibilmente l'energia specifica passante.

    La protezione di back-up, oltre a derivare dalle caratteristiche tecniche dei singoli dispositivi di protezione, dipende anche dall'azione interattiva reciproca tra i due apparecchi collegati in serie; di conseguenza la prestazione serie di due dispositivi pu essere determinata solamente effettuando delle prove di corto circuito sulla combinazione e non attraverso i singoli dati di targa dei due apparecchi distinti.

    Le combinazioni possibili e relativi poteri di interruzioni devono essere fornite dai costruttori e vengono normalmente esposte tramite apposite tabelle. Anche Bticino ha realizzato tali tabelle al fine di effettuare una corretta protezione di back- up tra i suoi interruttori: esse sono state inserite negli archivi di TISYSTEM.

    In questo capitolo vengono esaminati quali sono i metodi proposti dalla norma e come essi siano stati implementati nel programma attraverso la realizzazione di sofisticati algoritmi di calcolo che, considerando le caratteristiche delle linee in esame e i tipi di apparecchi posti a loro protezione, determinano le sezioni minime del PE e del neutro che assicurano le condizioni di protezione e sicurezza previste dalla normativa.

    Il termine It che compare nella 1 rappresenta come espresso dettagliatamente al par. La norma riporta i valori da utilizzare per K nel caso in cui il PE sia un cavo unipolare, l'anima di un cavo multipolare, il rivestimento metallico o l'armatura di un cavo, un conduttore nudo: esso assume valori diversi nei vari casi sia per la presenza o meno di materiale isolante, sia perch si suppone una diversa temperatura iniziale del conduttore da cui deriva una minore o maggiore quantit di energia specifica sopportabile dallo stesso.

    Si osserva infine come la formula 1 non sia precisa in quanto la sezione S p dipende dal valore di corrente di corto circuito, ma questo valore dipende a sua volta dal valore della sezione del PE. Da tale circolo chiuso si esce adottando il metodo per approssimazioni successive che stato implementato nel programma [par. Se dall'applicazione della tabella risulta una sezione non unificata, deve essere adottata la sezione unificata pi vicina al valore calcolato.

    L'algoritmo di calcolo viene comunque applicato al fine di verificare che la sezione del PE cos determinata non sia di valore troppo piccolo: se si riscontra tale situazione, si ha un aumento della sezione rispetto al valore proposto nella tabella. Sistema TT 52 Nel caso di sistema TT poich il programma non conosce il valore della corrente di corto circuito in caso di guasto tra fase e conduttore di protezione la corrente si richiude attraverso terra , non possibile applicare alcun metodo di calcolo derivato dalla formula 1 : TISYSTEM utilizza per la determinazione della sezione del PE semplicemente la tabella riportata al punto b.

    Linea protetta da interruttore magnetotermico Al fine di dimensionare il conduttore di protezione necessario che siano verificati i seguenti requisiti: a esso sia protetto in caso di corto circuiti fase-PE dall'interruttore magnetotermico posto a protezione dei conduttori di fase [par.

    Per tale motivo al fine di garantire la protezione dai corto circuiti necessario controllare il corretto intervento delle protezioni sia all'inizio che alla fine della linea [par. Nella determinazione della sezione minima protetta dai corto circuiti non pi necessario, come invece avveniva nel caso di interruttore solo magnetotermico, la verifica dell'intervento del rel magnetico per guasto fase-PE in fondo alla linea in quanto per valori di corrente anche estremamente bassi interviene comunque il differenziale.

    Nel caso di "N-PE" calcolati la sezione minima da cui inizia l'applicazione dell'algoritmo ancora 1. L'impiego di pi conduttori in parallelo sul conduttore di PE non ha in realt un'effettiva utilit se si effettua la seguente considerazione.

    Poich si vuole sempre garantire il corretto intervento delle protezioni nel tempo normativamente imposto [par. Se pertanto si hanno anche pi conduttori in parallelo sul PE ai fini della condizione teorica che origina il valore pi basso di corrente di guasto, nulla cambia rispetto al caso in cui si abbia un solo conduttore sul PE di uguale sezione.

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    Quando invece si calcola la corrente di corto circuito massima al fine di garantire la protezione da corto circuito attraverso la verifica dell'energia specifica passante per confrontarla con il KS del cavo, si deve considerare un guasto fase-PE all'inizio della linea che coinvolge un solo cavo del PE poich in questa condizione che il cavo viene sollecitato dalla massima energia specifica passante in quanto tutta la corrente di guasto interessa il singolo cavo soggetto al guasto.

    Ne risulta pertanto che l'impiego di pi conduttori sul conduttore di PE ininfluente rispetto alle situazioni pi gravose che possono verificarsi in caso di guasto e che determinano il corretto dimensionamento del cavo stesso.

    Per tale motivo Tisystem determina sempre un solo cavo al limite di mm per il conduttore di protezione.

    L'utente pu comunque inserire direttamente mediante digitazione la sezione del PE utilizzando anche pi cavi in parallelo; in tal caso il programma si limita a verificare che la sezione impostata di un singolo conduttore sia correttamente dimensionata. Nei sistemi trifasi equilibrati per poter ridurre la sezione del conduttore di neutro rispetto a quella dei conduttori di fase quindi necessario che sia garantita la sua protezione dai corto circuiti.

    Come per il conduttore di protezione il software offre due possibilit di scelta per il dimensionamento del neutro nel caso di sistema TN: 62 1 N-PE calcolati il programma calcola la minima sezione del neutro che garantisce la protezione dai corto circuiti 2 N-PE fase il programma impone una sezione minima del neutro che non mai inferiore a met di quella del conduttore di fase.

    Tale scelta l'unica possibile nel caso di sistema TT; si infatti visto al par. Se invece si sceglie per "N-PE fase" la sola valida per sistema TT il programma impone una sezione minima del neutro pari a met di quella delle fasi; tale valore viene comunque verificato e, nel caso esso sia troppo piccolo, opportunamente aumentato.

    Si osservi che, immaginando di partire da una sezione del neutro cos piccola da non soddisfare n la 2 n la 3 ed aumentando via via il valore di sezione, non possibile a priori dire quale sia la relazione che per prima risulter verificata; esso dipende da vari fattori quali: - il valore di corrente di corto circuito fase-neutro all'inizio della linea in esame deriva dalle caratteristiche della rete a monte - la lunghezza della linea tanto pi elevata tanto minore sar il valore di corrente di guasto in fondo alla linea - il tipo di interruttore magnetotermico il polo di neutro pu essere dotato di proprio rel magnetotermico oppure no.

    Le grandezze riportate nelle formule 1 , 2 e 3 si diversificano a seconda del tipo di interruttore previsto a protezione della linea. I valori I n neutro e I magn neutro per ogni interruttore magnetotermico sono visualizzati da Tisystem in apposite maschere [par. Valgono pertanto tutte le considerazioni gi esposte per il precedente caso di interruttore con solo tre poli protetti. Il problema diverso rispetto al caso del PE perch ora, in caso di correnti di corto circuito di valore inferiore all'intervento magnetico dell'interruttore, non si ha l'intervento del differenziale ma necessariamente l'intervento del termico il quale, a causa dei tempi di intervento notevolmente pi elevati, fa transitare valori di energia specifica passante che possono non essere sopportabili dai cavi anche se di sezione mm.


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